feb 16

La consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) nella valutazione del rischio stress lavoro-correlato in Lombardia

stress1Il Decreto n. 6298 del 04/07/2016 della Direzione Generale Welfare della Regione Lombardia, pubblicato il 5 Dicembre 2016, mette in evidenza l’importanza di una valutazione del rischio stress lavoro–correlato da effettuarsi negli ambienti di lavoro, basata su quella che viene definita partecipazione attiva da parte dei lavoratori, attraverso un processo di coinvolgimento dei lavoratori stessi e dei loro rappresentanti.

Nello specifico, infatti, con il Decreto n.6298/2016 approvato dalla Regione Lombardia, si fa esplicito riferimento alla consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza – RLS nell’analisi e gestione del rischio stress lavoro-correlato.

Consultazione e partecipazione attiva degli RLS/RLSt nelle attività di valutazione e prevenzione in azienda significa operare in una logica tesa al miglioramento continuo considerato come un valore aggiunto sia per l’azienda stessa ma soprattutto per i lavoratori.

È opportuno precisare il significato di “consultazione attiva” da parte del RLS in merito all’attività di valutazione del rischio stress lavoro-correlato: egli deve raccogliere tutte le informazioni e i dati necessari per poter successivamente, in piena autonomia, decidere e consigliare la soluzione migliore.

All’interno del Decreto viene specificato il significato di consultare: consultare significa “fare domande finalizzate ad acquisire notizie e conoscenze al fine di prendere la decisione più affidabile possibile”.

A tal proposito, in fase di valutazione preliminare (con check-list osservazionali) che costituisce il primo step di analisi per il rischio stress lavoro-correlato effettuata dal datore di lavoro, lo stesso dovrà avvalersi della collaborazione del RLS per poter decidere e quindi mettere in atto le più efficaci ed efficienti misure di monitoraggio del rischio valutato.

Pertanto, risulta importante il ruolo del RLS nel sistema prevenzionistico aziendale anche su quelle che sono le indicazioni circa una fattibile programmazione delle misure di prevenzione e protezione necessarie.

Egli funge come figura intermediaria tra datore di lavoro e lavoratori anche durante le fasi di individuazione di gruppi omogenei, contribuendo nell’eventuale valutazione approfondita del rischio stress lavoro-correlato attraverso questionari, focus group, interviste e alla lettura delle risultanze delle evidenze oggettive.

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feb 08

Bando INAIL 2016: dal 19/04/17 a disposizione 244.507.750 Euro

inail3Tramite il Bando Isi 2016, l’Inail rende disponibili finanziamenti a fondo perduto per un totale di 244.507.756 euro, che vengono assegnati fino ad esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande.

Le tipologie di progetto finanziabili sono:

  • Progetti di investimento.
  • Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.
  • Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto.
  • Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività.

Il finanziamento dell’INAIL alle spese sostenute per le tipologie dei progetti di miglioramento sopra elencati, è pari al 65% dell’investimento, fino a un massimo di 130.000 (50.000 per i progetti di cui al punto 4). Il contributo viene erogato in seguito a verifica tecnico-amministrativa e alla conseguente realizzazione del progetto.

Modalità di partecipazione al Bando:

  1. Per accedere alla procedura di compilazione della domanda, l’impresa deve effettuare la registrazione sul portale INAIL (sezione “Accedi ai servizi online), in modo da ricevere le credenziali di accesso (Nome Utente e Password). La registrazione deve essere effettuata entro e non oltre le ore 18.00 del 03/06/2017.
  2. Dal 19/04/2017 alle ore 18.00 del 05/06/2017 le imprese registrate potranno accedere alla sezione “Accedi ai servi online” del sito INAIL e procedere alla compilazione della domanda tramite un’applicazione informatica. Tale applicazione consentirà di salvare la domanda inserita, registrarla (tramite tasto “invia”), effettuare simulazioni relative al progetto da presentare e verificare il raggiungimento della soglia di ammissibilità.
  3. Dal 12 giugno le imprese che hanno raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità, salvato e registrato la domanda, potranno accedere all’interno della procedura informatica ed effettuare il download del proprio codice che le identifica in maniera univoca.
  4. Utilizzando il codice identificativo, le imprese potranno inviare attraverso lo sportello informatico la domanda di ammissione al finanziamento. Le date e gli orari di apertura e chiusura dello sportello informatico per l’invio delle domande, saranno pubblicati sul sito Inail dal 12 giugno 2017.
    Entro 7 giorni dal giorno di ultimazione della fase di invio del codice identificativo, saranno pubblicati gli elenchi in ordine cronologico di tutte domande inoltrate, con evidenza di quelle collocatesi in posizione utile per l’ammissibilità al finanziamento.

Le imprese collocate in posizione utile per il finanziamento dovranno far pervenire all’Inail, entro e non oltre 30 giorni dal giorno successivo a quello di perfezionamento della formale comunicazione degli elenchi cronologici, la copia della domanda telematica generata dal sistema e tutti i documenti, indicati nell’Avviso pubblico, per la specifica tipologia di progetto.

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dic 15

Nessun tipo di onere economico a carico del dipendente per la visita medica

visite-medicheCon l’Interpello n. 14 del 25 Ottobre 2016, la Commissione per gli Interpelli disciplinata dal DLgs 81/08 all’Art. 12, ha dato il suo parere in merito al quesito avanzato dal’USB – Unione Sindacale di Base, relativo agli oneri delle visite mediche, ossia su quali soggetti devono ricadere gli oneri economici circa le visite mediche di cui all’Art. 41 del DLgs. 81/08.
Questa fattispecie era già stata chiarita nell’Interpello n. 18 del 2014.

Gli oneri economici si riferiscono al trasporto dei lavoratori dal luogo dove vengono effettuati gli esami e le relative indagini diagnostiche, al luogo dove i lavoratori svolgono normalmente la loro attività lavorativa, facendo rientrare anche il computo del tempo necessario per lo spostamento considerato nell’ambito dell’orario di lavoro.

Si precisa che, come disciplinato dal DLgs. 81/08, il Datore di Lavoro ha l’obbligo di “inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria e richiedere al Medico Competente l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico”.

Inoltre, si precisa che, all’interno del DLgs 81/08, specificatamente all’Art. 41 relativo alla Sorveglianza Sanitaria – comma 4, le visite mediche sono “a cura e spese del datore di lavoro”.

La Commissione, a tal proposito, ha risposto affermando che i costi relativi agli accertamenti sanitari, compreso lo spostamento, non possono comportare oneri economici per i lavoratori, ma sono a carico del Datore di Lavoro.

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dic 13

Nuova linea guida regionale lombarda sul rischio da formaldeide

formaldeideCon Decreto n.11665 del 15/11/2016 la Regione Lombardia ha decretato il documento “LINEA GUIDA REGIONALE SULLA STIMA E GESTIONE DEL RISCHIO DA ESPOSIZIONE A FORMALDEIDE” recante indicazioni in merito alla necessità di fornire informazioni maggiormente dettagliate circa l’utilizzo e l’esposizione a questo agente chimico nell’ottica di una visione omogenea e comune.

La formaldeide, detta anche aldeide formica è un intermediario del carbonio; a temperatura e pressione atmosferica risulta essere presente in natura sotto forma di aerodisperso, come un gas incolore, molto irritante per le mucose soprattutto del tratto respiratorio, per gli occhi e per la cute se in concentrazioni superiori allo 0,1 ppm.
Come tutte le sostanze chimiche, la gravità delle manifestazioni e quindi dei possibili danni che la sostanza stessa può arrecare, dipende dal livello di concentrazione aerodispersa, dal tempo di esposizione alla sostanza e dalla suscettibilità dell’individuo.
In soluzione acquosa diviene un solido di colore bianco, comunemente chiamato “formalina”, con forte potere battericida.
Il Regolamento Europeo sulle sostanze chimiche – concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e le restrizione delle sostanze chimiche (REACH) n. 1907/2006 precisa che la formaldeide risponde ai criteri di classificazione come sostanza cancerogena, classificandola in categoria B1.
L’Associazione Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato la formaldeide come sostanza cancerogena per la specie umana, in quanto causa di neoplasie nasofaringee.
Tuttavia, sono diverse le considerazioni da parte delle varie istituzioni internazionali sulle proprietà cancerogene della sostanza stessa.
È presente nell’ambiente come prodotto naturale (cibi – frutta); può derivare come prodotto artificiale da processi di combustione, termovalorizzazione, fumo di tabacco, ecc.

Per la stima dell’esposizione a formaldeide, punto fondamentale trattato nella Guida Regionale, risulta di particolare importanza effettuare uno scrupoloso monitoraggio biologico (MB) tramite biomarcatori, nello specifico, dei BEI Indicatori Biologici di Esposizione che possano stimare le concentrazioni di formaldeide presenti nel materiale biologico dell’individuo, individuando il livello di dose che mediamente corrisponde a valori pari al corrispondente TLV.
Anche il monitoraggio ambientale (MA) per mezzo di campionamenti ambientali a breve e lungo termine, diretti ed indiretti e misurazioni periodiche, circa il tipo di lavorazione, mansione, condizioni di esposizione, risulta essere di particolare importanza per le lavorazioni che implicano l’utilizzo di formaldeide, esempio per la produzione di resine epossidiche (esposizione indoor), intermedio per la produzione di disinfettanti, prodotti della cosmesi, concia dei pellami, ecc..
Risulta necessario, pertanto, individuare ed attuare misure tecniche ed organizzative adeguate di prevenzione per ridurre il livello di rischio.
Ove possibile, bisognerebbe adottare sistemi di lavorazione “a ciclo chiuso”, evitare l’accumulo di sostanza nei luoghi di lavoro, adottare le BAT ossia le migliori tecniche disponibili adottabili per lo specifico ciclo produttivo e verificare i relativi risultati derivati dalle stesse in termini di riduzione dei livelli di emissione interni all’ambiente di lavoro e verso l’ambiente esterno.
È fatto obbligo, al datore di lavoro, di implementare il registro degli esposti e, tramite il Medico Competente, sottoporre i lavoratori alla sorveglianza sanitaria.

Possono essere adottate varie tecniche di campionamento: metodo di campionamento a lettura diretta tramite monitor con spettroscopia foto acustica, fiale per effettuare misure punto-punto di formaldeide aerodispersa in modo rapido e semi-quantitativo, campionamento attivo ed indiretto mediante uso di cartucce chemo-adsorbenti viene effettuato utilizzando sistemi di prelievo dell’aria mediante aspirazione con pompa opportunamente calibrata e altri ancora.

Attualmente, per la misurazione della concentrazione di sostanza utilizzata, si fa riferimento ai due limiti di esposizione alla formaldeide presi in considerazione e calcolati, riguardanti: limiti di esposizione per la popolazione generale, negli ambienti di vita riportati nella Circolare n. 57 del 22 giugno 1983 del Ministero della Salute, recante “Usi della formaldeide” che stabilisce un limite di 0,124 mg/m3 negli ambienti di vita e soggiorno nei quali vengono utilizzati, ad esempio, compensati, pannelli truciolati e i limiti di esposizione occupazionali, differenziabili a seconda dell’effetto avverso a cui è rivolta la protezione, in particolare: valori di media ponderata sulle otto ore (TWA); valori per esposizioni brevi (STEL); valori di concentrazione di picco (Ceiling).

Per quanto riguarda gli ambienti di lavoro esistono dei valori limite che sono:
– ACGIH Ceiling: 0,37 mg/m3
– OSHA TWA: 0,92 mg/m3
– OSHA Stel: 2,5 mg/m3
– Niosh Ceiling: 0,12 mg/m3

Infine, sulla base dei valori limite di esposizione occupazionale, per la gestione del rischio relativo all’esposizione a formaldeide, risulta necessario adottare tutte le misure preventive e protettive adeguate utili a mantenere l’esposizione a livelli accettabili.

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dic 13

Norme di individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA)

sciaIn data 26 novembre 2016 il Consiglio dei Ministri ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 277, il Decreto Legislativo n. 222 del 25 novembre 2016, recante norme di individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124.
Il provvedimento riporta semplificazioni in materia edilizia e in materia di pubblica sicurezza ed è entrato in vigore l’11 dicembre 2016.

Vengono eliminate sia la Dia che la Cil e rimangono attive cinque procedure:
– edilizia libera,
– permesso di costruire,
– Scia,
– Cila,
– Scia alternativa al permesso di costruire.

L’obiettivo del decreto è la semplificazione della normativa riguardante i procedimenti da seguire per la realizzazione degli interventi edilizi intervenendo in modo significativo sul Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001) eliminando la Denuncia di inizio attività (Dia), ora sostituita completamente dalla Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), e la Comunicazione di inizio lavori (Cil).

Il D.Lgs. n. 222/2016 è composto da 6 articoli e un allegato con una tabella che individua, per ciascuna delle attività elencate, il regime amministrativo, l’eventuale concentrazione dei regimi e i riferimenti normativi.

Nel dettaglio:
– articolo 1 – Oggetto
– articolo 2 – Regimi amministrativi delle attività private
– articolo 3 – Semplificazione di regimi amministrativi in materia edilizia
– articolo 4 – Semplificazione di regimi amministrativi in materia di pubblica sicurezza
– articolo 5 – Livelli di ulteriore semplificazione
– articolo 6 – Disposizioni finali

Parte fondamentale del provvedimento è la tabella che indica per ogni attività il regime amministrativo e quindi se risulta essere libera, se serve una comunicazione, una SCIA, una SCIA unica, condizionata, una autorizzazione, o una autorizzazione più la SCIA, la SCIA unica o la comunicazione.

In base a quanto indicato dalla tabella si dovrà eseguire quanto segue:
la Comunicazione: quest’ultima produce effetto con la presentazione della stessa allo Sportello unico di cui all’art. 19-bis della Legge n. 241/1990 o all’amministrazione competente. Qualora per l’avvio, lo svolgimento o la cessazione dell’attività siano richieste altre comunicazioni o attestazioni, l’interessato può presentare un’unica comunicazione allo Sportello unico.
la SCIA: si deve applicare l’art. 19 della Legge n. 241/1990: l’attività può essere avviata immediatamente. Entro 60 giorni (30 nel caso di edilizia) l’amministrazione effettua i controlli sulla sussistenza dei requisiti e dei presupposti richiesti per lo svolgimento dell’attività. Qualora venga accertata la carenza dei requisiti, l’amministrazione può vietare la prosecuzione dell’attività o richiedere all’interessato di conformare le attività al quadro normativo vigente.
la SCIA unica: si deve applicare l’art. 19-bis della Legge n. 241/1990: qualora per lo svolgimento di un’attività soggetta a SCIA siano necessarie altre SCIA o comunicazioni e notifiche, l’interessato presenta un’unica SCIA allo Sportello unico del Comune, che la trasmette immediatamente alle altre amministrazioni interessate per i controlli di loro competenza. Entro 60 giorni (30 nel caso di edilizia), qualora venga accertata la carenza dei requisiti e dei presupposti richiesti per lo svolgimento dell’attività, l’amministrazione può vietare la prosecuzione dell’attività o richiedere all’interessato di conformare le attività al quadro normativo vigente.
la SCIA condizionata ad atti di assenso: si deve applicare quanto previsto dall’art. 19-bis della Legge n. 241/1990: qualora l’attività oggetto di SCIA sia condizionata all’acquisizione di autorizzazioni, atti di assenso comunque denominati, l’interessato presenta la relativa istanza allo Sportello unico, contestualmente alla SCIA. Entro 5 giorni è convocata la Conferenza di servizi. L’avvio delle attività è subordinato al rilascio delle autorizzazioni, che viene comunicato dallo Sportello unico all’interessato
l’Autorizzazione: è necessario un provvedimento espresso, salvo i casi in cui è previsto il silenzio-assenso ai sensi dell’art. 20 della Legge n. 241/1990. Qualora per lo svolgimento dell’attività sia necessaria l’acquisizione di ulteriori atti di assenso, si applicano le disposizioni in materia di Conferenza di servizi di cui agli artt. 14 e seguenti della Legge n. 241/1990. Entro 5 giorni è convocata la Conferenza di servizi per acquisire le autorizzazioni, il cui rilascio viene comunicato dallo Sportello unico interessato.
l’Autorizzazione più la SCIA, la SCIA unica o la Comunicazione, alla domanda per l’Autorizzazione l’interessato può allegare una semplice SCIA, una SCIA unica o una Comunicazione per le attività che le prevedono (ad esempio, è il caso di una SCIA per la prevenzione incendi allegata all’istanza per l’avvio di una attività produttiva soggetta ad Autorizzazione oppure di una notifica sanitaria allegata all’istanza per una media struttura di vendita).

Il decreto è consultabile per esteso al seguente link: http://www.frareg.com/sites/default/files/file_leggi/DLgs_222_25112016.pdf

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dic 13

Monitoraggio della presenza di radon negli edifici aperti al pubblico in Puglia

radonLa Regione Puglia ha recepito con la  legge regionale n. 30 del 3.11.2016 “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente confinato” le indicazioni della nuova direttiva europea 59/2013 in materia di riduzione dell’esposizione a radon, indicazioni che dovranno essere recepite nell’ordinamento italiano entro febbraio 2018. E’ il motivo che rende particolarmente interessante la legge della regione Puglia.

Vediamo sinteticamente di seguito gli aspetti principali, limitatamente agli edifici esistenti:
- Soggetti obbligati: gli esercenti le attività lavorative in edifici aperti al pubblico (es. filiali bancarie, negozi, ristoranti);
- Attività da compiere e scadenza: l’esercente dovrà entro 90 giorni dalla pubblicazione della legge, quindi entro fine gennaio 2017 (la legge è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale Regionale del 4 novembre 2016), avviare misure di radon annuali con campionamenti semestrali in tutti i locali interessati. Al termine delle misurazioni, indipendentemente dai risultati ottenuti, dovrà inviare una comunicazione al Comune e all’ARPA;
– Periodicità delle misurazioni: 5 anni;
- Sanzioni: sospensione del certificato di agibilità e, nel caso, sgombero forzoso dell’immobile. Poiché le misurazioni devono essere condotte su un periodo di un anno, la sospensione dell’agibilità avrà una durata dell’ordine di 14-18 mesi, e comunque non inferiore a 12 mesi.
- Livelli di riferimento: 300 Bq/mc. In caso di superamento è necessario condurre azioni di rimedio.

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dic 08

Accesso al cruscotto infortuni INAIL da parte dei RLS

infortunioIn alternativa all’ormai soppresso registro degli infortuni in formato cartaceo, l’INAIL ha creato il comparato “Cruscotto Infortuni” telematico rendendo disponibile l’accesso ai datori di lavori ed eventuali soggetti delegati per prendere visione dei dati infortunistici relativi alla propria azienda.

Con il D.Lgs 14 settembre 2015 n.151, all’art.21, comma 4, entrato in vigore il 23 dicembre 2015, viene specificato l’abolizione dell’obbligo da parte dei datori di lavoro della tenuta del Registro Infortuni e delle relative disposizioni sanzionatorie.

Risulta opportuno precisare che resta invariato l’obbligo, in capo al datore di lavoro, di comunicare la denuncia degli infortuni all’INAIL occorsi ai dipendenti prestatori d’opera.

Per gli infortuni occorsi nel periodo antecedente il 23 dicembre 2015, si potrà fare ancora riferimento al relativo Registro Infortuni cartaceo in possesso del datore di lavoro che potrà essere consultato per i successivi quattro anni.

Il nuovo sistema informatico è accessibile agli organi di vigilanza nell’area dedicata del sito dell’INAIL, tramite l’inserimento delle credenziali in possesso degli organi stessi.

In relazione all’utilizzo del nuovo servizio, solo gli organi di vigilanza nonché i datori di lavoro e loro intermediari (soggetti delegati), così come riportato, rispettivamente, nella Circolare Inail n. 92 del 23 Dicembre 2015 e Circolare Inail n. 31 del 2 Settembre 2016, hanno diritto all’accesso ai dati infortunistici relativi ad ogni singolo dipendente.

Con Circolare Inail n. 45 del 30 Novembre 2016, si precisa, inoltre, che i Rappresentanti dei Lavoratori per la sicurezza (RLS), aziendali e territoriali, non possono accedere direttamente alla consultazione dei dati sugli infortuni e le malattie professionali presenti nel “Cruscotto Infortuni” di ogni singolo lavoratore.

Ciò nonostante, a tal proposito, il diritto degli stessi RLS di essere informati, per mezzo dei datori di lavoro, circa gli indici infortunistici relativi al proprio ambiente di lavoro, non risulta aver subito variazioni.

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nov 04

Necessaria presenza del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) anche nelle società all’interno delle quali operino esclusivamente soci lavoratori

rlsIl D. Lgs. n. 81/2008 con l’art. 47 commi 2 ha stabilito che in tutte le aziende, o unità produttive, è eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” e con il comma 3 dello stesso articolo chenelle aziende o unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno oppure è individuato per più aziende nell’ambito territoriale o del comparto produttivo secondo quanto previsto dall’articolo 48”.

Con l’interpello del 25/10/2016 – n. 16/2016 destinatario – Regione Marche si chiede sostanzialmente se un socio amministratore di una società, che presta attività lavorativa per conto della stessa e che è pertanto equiparato ad un lavoratore della stessa azienda, può rivestire la funzione di RLS.

Il RLS non è individuato dal datore di lavoro ma eletto o designato dai lavoratori i quali esprimono quindi una loro volontà di scegliere un lavoratore che curi i loro interessi per quanto riguarda l’applicazione delle norme di sicurezza e delle misure di sicurezza necessarie a tutelare la loro integrità, pertanto la perplessità che sorge sul fatto che i lavoratori di una azienda individuino un loro rappresentante in un socio della società che gestisce l’azienda stessa e presso la quale prestano la loro attività, il quale è in fondo un proprietario dell’azienda medesima, si ritiene assolutamente incompatibile, per ragioni facilmente comprensibili, che il RLS sia un socio di una società che gestisce l’azienda presso la quale lo stesso RLS deve svolgere le proprie funzioni di rappresentanza in quanto, essendo socio del datore di lavoro, comunque ha di fatto una convergenza di interessi con lo stesso.

La Commissione per gli interpelli in materia di salute e sicurezza del Ministero del Lavoro, con interpello n. 16 del 25 ottobre 2016, ha fornito, alla Regione Marche, un parere in merito alla corretta interpretazione dell’articolo 47, comma 2 del d.lgs. n. 81/2008 che espressamente sancisce che in tutte le aziende, o unità produttive, sia “eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza”.

In particolare l’istanza evidenzia:

  1. che in data 13 settembre 2011, a norma dell’articolo 47, comma 5 deld.lgs. n. 81/2008, è stata sottoscritta la stesura definitiva dell’Accordo nazionale applicativo deld.lgs. n. 81/2008 tra CGIL, CISL e UIL da una parte e CNA -Confederazione Nazionale dell’Artigianato e delle PMI-, CONFARTIGIANATO IMPRESE, CASARTIGIANI e CLAAI dall’altra;
  2. che l’Accordo, per espressa volontà delle parti contraenti, si applica alle imprese aderenti a CNA-Confederazione Nazionale dell’Artigianato e delle PMI, CONFARTIGIANATO IMPRESE, CASARTIGIANI e CLAAI e/o alle imprese che applicano i contratti collettivi sottoscritti dalle Organizzazioni aderenti alle Parti firmatarie del medesimo Accordo;
  3. che le parti firmatarie valutano concordemente che il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST), ai sensi degli articoli 47 e 48 deld.lgs. n. 81/2008, costituisca la forma di rappresentanza più adeguata alle realtà imprenditoriali del comparto artigiano e si sono accordate affinché tale modello si affermi in maniera generalizzata;
  4. che le parti firmatarie concordano sul fatto che la figura del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale venga istituita in tutte le imprese che occupano fino a 15 lavoratori e che nelle imprese che occupano oltre i 15 lavoratori, il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale operi qualora non sia stato eletto un rappresentante per la sicurezza aziendale;
  5. che, sempre per espressa volontà delle parti, non possano essere né eleggibili né elettori, come Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i soci di società, gli associati in partecipazione e i collaboratori familiari.

Pertanto, la Commissione, visti:
A) l’articolo 2, comma 1, lettera a), del D.Lgs. n. 81/2008, che equipara al “lavoratore” il socio lavoratore di cooperative o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell’ente stesso;
B) l’articolo 47, comma 2 del d.lgs. n. 81/2008, che prevede che in “tutte le aziende, o unità produttive” sia eletto o designato il “rappresentante dei lavoratori per la sicurezza”;

ritiene che in tutte le aziende, o unità produttive, comprese quelle all’interno delle quali operino esclusivamente soci lavoratori, qualora “non si proceda alle elezioni previste dai commi 3 e 4″ del medesimo articolo 47 del D.lgs. n. 81/2008 anche in virtù della contrattazione collettiva, le funzioni di Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza debbano essere esercitate dal Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale o dal Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo.

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nov 03

Obbligatorietà della disegnazione e relativa informazione e formazione degli addetti al Primo Soccorso medico

first-aidLa normativa (D.Lgs. 81/08; DM 388/03) conferisce al Primo Soccorso (PS) un ruolo importante all’interno del sistema di gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ed obbliga il datore di lavoro a designare e formare gli Addetti al Primo Soccorso (APS) e ad organizzare il piano di emergenza.

La formazione e l’addestramento al PS rappresentano degli strumenti utili di prevenzione che da un lato garantiscono la presenza sul luogo di lavoro di personale addestrato a fornire una prima assistenza qualificata alle vittime di un infortunio o di un malore, dall’altro permettono ai lavoratori formati di conoscere ed assumere gli atteggiamenti ed i comportamenti più idonei ad evitare il verificarsi di incidenti ed eventi dannosi.

Si ricorda che un’adeguata formazione non solo garantisce “la presenza sul luogo di lavoro di personale addestrato a fornire una prima assistenza qualificata alle vittime di un infortunio o di un malore”, ma permette ai lavoratori formati di “conoscere ed assumere gli atteggiamenti ed i comportamenti più idonei ad evitare il verificarsi di incidenti ed eventi dannosi”.

Proprio perché nell’ambito del Primo Soccorso (PS) la formazione e l’addestramento rappresentano necessari strumenti di prevenzione, l’Inail, Settore Ricerca, Dipartimento di Medicina del Lavoro, ha realizzato una nota tecnica dal titolo “Primo soccorso: requisiti e formazione degli addetti”.

Con l’interpello del 25 ottobre – n. 19/2016 destinatario – ENEA, si definisce l’obbligo di designazione e relativa informazione e formazione degli addetti al Primo Soccorso.

La Commissione per gli interpelli in materia di salute e sicurezza del Ministero del Lavoro ha fornito, all’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo economico sostenibile (ENEA), un parere in merito alla obbligatorietà o meno in una Unità Produttiva, classificata nel gruppo A, della designazione e relativa informazione e formazione degli addetti al primo soccorso per il datore di lavoro “che abbia mantenuto la Camera di Medicazione ai sensi dell’articolo 30 del DPR 303/56 composta da un Medico Competente e da Infermieri Professionali, questi ultimi in turno durante tutto l’orario di servizio”.

La formazione deve svolgersi nel miglior modo possibile, da parte di personale qualificato e nel rispetto della normativa vigente.

La nota riporta una sintesi della normativa sul Primo Soccorso relativamente alla formazione degli addetti:

A) La designazione degli APS è obbligatoria ai sensi dell’articolo 18 comma 1 lett. del D.Lgs. 81/08

B) Ai sensi dell’art. 45 Del D.Lgs. 81/08 le caratteristiche minime delle attrezzature di PS, i requisiti del personale addetto e la sua formazione, individuati in relazione alla natura dell’attività, al numero dei lavoratori occupati ed ai fattori di rischio, sono individuati dal Decreto Ministeriale 15 luglio 2003, n. 388 (Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale).

C) Secondo l’art. 3 del DM 388/03 gli APS sono formati con istruzione teorica e pratica per l’attuazione delle misure di primo intervento interno e per l’attivazione degli interventi di PS. La formazione dei lavoratori designati deve essere svolta esclusivamente da personale medico, in collaborazione, ove possibile, con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. Nello svolgimento della parte pratica della formazione il medico può avvalersi della collaborazione di personale infermieristico o di altro personale specializzato.

D) Gli allegati del D.M. 388/08 relativi a “obiettivi didattici e contenuti minimi della formazione dei lavoratori” prevedono “l’acquisizione di capacità di intervento pratico”; nell’art. 3, comma 5 “La formazione dei lavoratori designati andrà ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico”.

Al termine del corso a firma di un medico “formatore” deve essere rilasciato un attestato che certifichi la frequenza e l’avvenuta formazione sia relativamente alla parte teorica, sia nel merito dell’esecuzione e dell’apprendimento di quanto previsto per la parte pratica.

Le Linee Guida (Comitato Tecnico Interregionale della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro – Primi indirizzi applicativi) ribadiscono l’importanza della parte pratica quando affermano che: per i corsi effettuati antecedentemente la data di entrata in vigore del D.M. 388/03, di cui non risulti l’effettuazione della parte pratica, questa va comunque programmata il prima possibile.

ll datore di lavoro deve assicurare un primo soccorso interno e garantire “il raccordo tra il sistema di pronto soccorso interno ed il sistema di emergenza sanitaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 27 marzo 1992 e successive modifiche” (art. 2, comma 4, DM 388/2003).

Qualora il datore di lavoro decida di avvalersi di personale infermieristico, in numero sufficiente ed adeguato e per tutta la durata dell’orario di servizio, non è obbligato alla designazione degli addetti al primo soccorso, prevista dall’art. 18, comma 1, lettera b), del DLgs. n. 81/2008, in quanto i requisiti formativi e professionali del suddetto personale sono superiori a quelli minimi previsti dal DM 388/2003. Inoltre il datore di lavoro non è tenuto all’aggiornamento del personale infermieristico, come previsto dall’art. 37, comma 9, del d.lgs. n. 81/2008, considerato l’obbligo di aggiornamento professionale ECM previsto per il personale sanitario, il quale è eccedente gli obiettivi didattici e i contenuti minimi della formazione individuati nell’allegato 3 dello stesso DM 388/2003.

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ott 22

Tabella riassuntiva dei corsi in materia di sicurezza sul lavoro

training102Il 7 luglio 2016 è stato approvato il nuovo accordo che disciplina i requisiti della formazione per responsabili ed addetti dei servizi di prevenzione e protezione, previsti dall’art. 32, comma 2, del D. Lgs. n. 81/2008. Il presente accordo, entrato in vigore il 3 Settembre 2016, sostituisce integralmente quello del 26 gennaio 2006.

Di seguito, una tabella riassuntiva dei corsi di Sicurezza sul Lavoro:

CORSO DURATA (ore) VALIDITA’ AGGIORNAMENTI (ORE)
DATORE DI LAVORO Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione – RSPP
RISCHIO BASSO 16 5 anni 6
RISCHIO MEDIO 32 10
RISCHIO ALTO 48 14
Responsabile/Addetto Servizio Prevenzione e Protezione – RSPP/ASPP
Modulo A – Base 28 5 anni
Modulo B comune a tutti i settori produttivi 48 5 anni
Mod. B – SP1 agricoltura -pesca 12 5 anni
Mod. B – SP2 cave -costruzioni 16 5 anni
Mod. B – SP3 sanità – residenziale 12 5 anni
Mod. B – SP4 chimica – petrolchimico 16 5 anni
Modulo C 24 5 anni
Aggiornamento ASPP almeno 20 ore nei 5 anni(prevista modalità e-learning secondo i criteri previsti da Allegato II dell’Accordo Stato Regioni del 7/7/16)
Aggiornamento RSPP almeno 40 ore nei 5 anni(prevista modalità e-learning secondo i criteri previsti da Allegato II dell’Accordo Stato Regioni del 7/7/16)
Formazione art. 37 D.lgs 81/08 (formazione /informazione)
Lavoratori Rischio Basso 8 5 anni 6
Lavoratori Rischio Medio 12 5 anni 6
Lavoratori Rischio Alto 16 5 anni 6
Preposto 8 5 anni 6
Dirigente 16 5 anni 6
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) 32 annuale 4 (<50dip.)8 (>50 dip.)
Coordinatore Sicurezza 120 5 anni 40
Addetti Antincendio
Rischio basso 4 3 anni 2
Rischio medio 8 3 anni 5
Rischio alto 16 3 anni 8
Primo Soccorso
Aziende Gruppo B e C 12 3 anni 4
Aziende Gruppo A 16 3 anni 6
Uso Macchie e attrezzature
Addetto PIMUS – ponteggi 28 4 anni 4
Addetto all’impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi in siti naturali o artificiali 32 5 anni 8
Addetto all’impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi per l’accesso e l’attività lavorativa su alberi 32 5 anni 8
Addetto ai lavori in quota 8 5 anni 4
Lavori elettrici sotto tensione (PES e PAV) 14 5 anni  aggiornamento non ancora vincolante
Piattaforme Di Lavoro Mobili Elevabili 8-12 5 anni 4
Gru A Torre 12 -16 5 anni 4
Gru Mobile 14-22 5 anni 4
Gru Per Autocarro 12 5 anni 4
Carrelli Elevatori Semoventi Con Conducente A Bordo 12-20 5 anni 4
Escavatori, pale caricatrici frontali, terne e autoribaltabili a cingoli 10 -34 5 anni 4
Carrelli Semoventi A Braccio Telescopico 12 5 anni 4
Carrelli Industriali Semoventi 12 5 anni 4
Carrelli/Sollevatori/Elevatori Semoventi Telescopici Rotativi 16 5 anni 4
Trattori Agricoli O Forestali 8 -13 5 anni 4
Escavatori Idraulici 10 5 anni 4
Escavatori A Fune 10 5 anni 4
Pale Caricatrici Frontali 10 5 anni 4
Terne 10 5 anni 4
Autoribaltabili A Cingoli 10 5 anni 4
Escavatori Idraulici, caricatori frontali e terne 16 5 anni 4
Pompe Per Calcestruzzo 14 5 anni 4
Attrezzature da lavoro generiche 8 Ogni macchina richiede una diversa certificazione
Preposto al montaggio, smontaggio, trasformazione ponteggi (PIMUS) 28 4 anni 4
HACCP – igiene Alim. Corso per addetti e Resp. a secondo leg. Regionale

 

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