Il rappresentante per la sicurezza dei lavoratori nella Pubblica Amministrazione – accordo ARAN

L’art. 18 del D.lgs. 626/94 prevede che in tutte le aziende, o unità produttive, venga nominato il Rappresentante per la Sicurezza. Nelle aziende, o unità produttive, che occupano sino a 15 dipendenti il rappresentante per la sicurezza è eletto direttamente dai lavoratori al loro interno. Nelle aziende che occupano fino a 15 dipendenti il rappresentante per la sicurezza può essere individuato, per più aziende, nell’ambito territoriale ovvero del comparto produttivo. Nelle aziende, ovvero unità produttive, con più di 15 dipendenti il rappresentante per la sicurezza è eletto o designato dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali rappresentanze, è eletto dai lavoratori dell’azienda al loro interno. Il numero, le modalità di designazione o di elezione del rappresentante per la sicurezza, nonché il tempo di lavoro retribuito e gli strumenti per l’espletamento delle funzioni, sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva. Il decreto si limita a individuare i tratti salienti della figura, rinviando alla contrattazione collettiva la definizione degli aspetti propri del suo ruolo. Per ogni settore produttivo  i contratti collettivi nazionali stabiliscono delle norme di dettaglio riferite  all’attuazione  degli aspetti applicativi inerenti le modalità di nomina  e le attribuzioni  del rappresentante dei lavoratori. Gli accordi sono scaturiti sia dalla considerazione delle condizioni e delle attribuzioni introdotte dal decreto, ritenute come livelli minimi da rispettare, sia dalle specifiche esigenze in riferimento alla tipologia e ai rischi delle lavorazioni, alle particolarità del settore, alle dimensioni delle aziende e ad altri fattori che incidono fortemente sull’attività del rappresentante.
Per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione l’ARAN, (agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), ha sottoscritto un accordo quadro proprio in merito agli aspetti applicativi del D.lgs. 626/94 riguardanti il “rappresentante per la sicurezza”. Questi punti fondamentali definiti nell’accordo:

Nelle amministrazioni con meno di 15 dipendenti il RLS è eletto dai lavoratori al loro interno mediante elezione a suffragio universale diretto e a scrutinio segreto; hanno diritto al voto tutti i lavoratori,
Nelle amministrazioni con più di 15 dipendenti i RLS sono designati nell’ambito delle rappresentanze sindacali presenti. In questo caso i RLS possono utilizzare appositi permessi retribuiti pari a 40 ore annue per ogni rappresentante,
Numero dei RLS: fino a 200 dipendenti un rappresentante, da 201 a 1000 tre rappresentanti, oltre 1000 sei rappresentanti,
Durata della carica: 3 anni,
Accesso ai luoghi di lavoro: il rappresentante ha diritto di accesso in tutti i luoghi salvo preventiva comunicazione al datore di lavoro,
Consultazione: il datore deve consultare il rappresentante su tutti gli eventi per i quali la disciplina legislativa lo prevede. La consultazione deve avvenire anche per iscritto attraverso la redazione di apposito verbale, controfirmato, con indicate le osservazioni e le proposte formulate dal rappresentante per la sicurezza,
Informazioni e documentazione: il RLS ha diritto di ricevere le informazioni e la documentazione in materia di sicurezza compresa la consultazione del documento di valutazione dei rischi. Il rappresentante ricevute le notizie e la documentazione, è tenuto a farne uso strettamente connesso alla sua funzione,
Formazione: il RLS deve seguire un corso di formazione della durata di 32 ore,
Riunioni periodiche: il RLS partecipa alle riunione previste dall’art. 11 del D.lgs. 626/94 e può richiedere la convocazione di eventuali altre riunione se ricorrono gravi motivi,
Strumenti per l’espletamento delle funzioni: il RLS può essere autorizzato all’utilizzo di strumenti in disponibilità della struttura.

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