Telefonia mobile ed elettromagnetismo (2)

Cosa dice la legge in termini di protezione dai campi elettromagnetici?

L’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici emessi dai terminali mobili è disciplinata da precise norme di riferimento a livello nazionale e internazionale. Il legislatore italiano ha fissato limiti che sono sensibilmente più bassi rispetto a quelli fissati dagli standard europei. Esso stabilisce, per la prima volta, una regolamentazione nazionale il cui limite di 20 V/m (1 W/mq) nelle bande di frequenza del sistema GSM 900 e GSM 1800 è fortemente più cautelativo di quello  di circa 42 V (4.65 W/mq) per il GSM 900 e di 58 V/m (8.93W/mq) per GSM 1800 stabili dall’ Unione Europea.
Le soluzioni tecnologiche a disposizione dei gestori di telefonia permettono il pieno rispetto dei valori stabiliti dalla legge Italiana. I livelli ambientali di usuale esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici prodotti dalle stazioni radio – base, all’interno della singola cella, sono molto più bassi di tali limiti di legge. Solo in prossimità dell’antenna stessa i valori di campo emesso si vanno avvicinando ai valori limite previsti dalla  legge, aumentando a seconda delle caratteristiche di emissione delle antenne utilizzate.
Il rispetto della norma per le stazioni radiobase viene ottenuto mediante la definizione del cosiddetto “volume di rispetto” intorno all’antenna. Si tratta di una zona dello spazio, delle dimensioni di pochi metri all’interno della quale si verifica il superamento dei limiti. All’interno di tale zona viene impedito l’accesso alla popolazione.

Brevi notizie e consigli per l’uso del telefonino

Il telefonino opera nelle vicinanze del nostro corpo e dunque l’irradiazione assorbita dipende fortemente dall’antenna e dalle condizioni d’uso. Il tasso di assorbimento specifico noto come SAR, non può quindi essere trasformato in valori di campo elettromagnetico da controllare nell’ambiente: al contrario, esso va monitorato direttamente nelle varie condizioni d’uso del cellulare.
L’antenna è la parte più delicata del telefonino per quanto concerne le proprietà di irradiazione. E’ necessario estrarre l’antenna quando si è in conversazione, se il modello lo prevede, per ottenere le prestazioni migliori sia in termini di rendimento trasmissivo sia di riduzione del “tasso di assorbimento” massimo.
Per ogni sistema di telefonia cellulare, le bande disponibili per i servizi e le potenze da usare sono prefissate dagli standard. Quindi l’utente non può assumere nessuna decisione al riguardo. Tuttavia la rete è in grado di guidare il terminale sia per quanto concerne la scelta del canale che per la potenza da usare. Quest’ultima in particolare è ridotta considerevolmente quando il percorso radio è corto – vale a dire quando il telefono è in prossimità di una stazione radiobase.
Anche se oggi è sempre più difficile evitare l’uso del telefonino e proprio data la sua diffusione, è opportuno usare la debita discrezione per non disturbare chi ci sta vicino.
Urlare non serve e nei luoghi affollati il kit auricolare diminuisce anche i disturbi per noi e gli altri. Quando chiamiamo sul telefonino non sappiamo in che situazione si trovi l’interlocutore, quindi è opportuno prepararci ad una conversazione breve o al limite ad una richiesta di rimandare il colloquio: un po’ di sensibilità non guasta, a meno che non ci venga detto esplicitamente  che il nostro corrispondente è in condizioni ideali per conversare. L’uso della messaggistica è spesso meno invadente oltre che efficace.

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