Dati sanitari in busta chiusa

Dalla Newsletter n. 231 del 18 – 31 ottobre 2004 del Garante

Risultati della visita medica sotto gli sguardi di tutti. Il Garante dà ragione ad un dipendente comunale

Si sottopone ad accertamenti sanitari per il riconoscimento di infermità da causa di servizio e i referti gli vengono comunicati, tramite il messo comunale, dall’amministrazione di appartenenza spillati ad una nota di accompagnamento, anziché custoditi in busta chiusa.

É successo ad un dipendente comunale che, indignato dall’accaduto ritenuto lesivo della sua riservatezza, dopo una prima istanza rivolta al datore di lavoro in cui chiedeva conto di questa procedura, insoddisfatto della risposta ricevuta, ha presentato ricorso al Garante. L’Autorità gli ha dato ragione ed ha ordinato all’ente locale di conformarsi al rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali. Entro la fine di novembre il comune dovrà comunicare al Garante misure di sicurezza, istruzioni al personale, procedure adottate per la tutela dei dati.

Quando le amministrazioni pubbliche trattano informazioni personali, a maggior ragione se vi sono riferimenti alla salute, alla vita sessuale, alle convinzioni religiose ecc., hanno l’obbligo di adottare ogni cautela e precauzione per prevenire violazioni dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità degli interessati. Dati  sanitari, quindi, in busta chiusa e allegati alle note di trasmissione solo se indispensabili.

Nel caso in esame il Garante ha ritenuto illecite sia le modalità di circolazione dei dati all’interno dell’ente (redazione di documenti, invio di note, loro protocollazione), sia quelle di comunicazione all’interessato ed ha richiamato l’amministrazione all’adozione di soluzioni che permettano di svolgere le funzioni istituzionali eliminando ogni occasione di superflua conoscibilità dei dati sulla salute, anche da parte degli incaricati del trattamento, compresi i messi notificatori (dati sanitari in busta chiusa, inviti a ritirare personalmente un documento presso l’ufficio competente, comunicazione telematica direttamente all’interessato). Contrariamente a quanto sostenuto dal Comune, infatti, nelle note  recapitate all’interessato erano presenti riferimenti a procedure per il riconoscimento di patologie contratte in servizio, e a esami clinici ai quali il dipendente doveva sottoporsi: tutti dati idonei a rivelare lo stato di salute secondo quanto previsto dal Codice in materia di protezione dei dati personali.


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