Sciare in sicurezza

fonti: sito ww.uni.com

È iniziata la stagione invernale. Ma siamo davvero sicuri che la località montana scelta disponga di aree sciabili con una segnaletica a norma? A un anno di distanza dall’entrata in vigore dei Decreti previsti dalla legge 363/2003 relativa alle norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali, le località sciistiche si sono davvero adeguate alla normativa vigente? E, ancora, quali sono le attrezzature sicure da scegliere per affontare le piste in sicurezza?
Qualche consiglio per sciare in sicurezza lo troviamo nelle norme tecniche elaborate dall’UNI.

Cartelli segnaletici per le piste

Per quanto riguarda i cartelli segnaletici per le piste, i gestori degli impianti di risalita sono obbligati per legge a installare specifici segnali sulle piste da sci (classificate in base al grado di difficoltà) che indichino, in maniera corretta e visibile, pericoli e divieti. I cartelli -una trentina circa, destinati all’informazione del pubblico- devono avere forma, dimensioni, altezza dal suolo, colori, segni grafici corrispondenti alle norme UNI proprio per rendere più facile l’apprendimento e la memorizzazione delle varie informazioni.

Dal 1980 UNI si occupa di questo tema e ha messo a disposizione del Ministero delle Infrastrutture un sistema completo di segnalazione messo a punto da un gruppo di lavoro composto da rappresentanti degli operatori di settore, delle province e regioni più interessate e della Federazione Italiana Sport Invernali.

La corretta, chiara e visibile segnalazione dei pericoli e dei divieti, insieme con il comportamento responsabile e adeguato alle capacità sciistiche individuali, è un fattore determinante per la sicurezza degli sciatori; inoltre i cartelli destinati all’informazione del pubblico devono avere forma, dimensioni, altezza dal suolo, colori, segni grafici, caratteri dei testi… corrispondenti alle norme UNI proprio per rendere più facile l’apprendimento e la memorizzazione delle varie informazioni.

Le norme UNI prevedono infatti che i cartelli indicatori, così come accade per i segnali stradali, siano facilmente riconoscibili ed abbiano forme e colori diversi.
I cartelli a seconda del messaggio sono suddivisibili in segnali di:

– pericolo (triangolari con fondo giallo) ad esempio: strettoia, incrocio, crepaccio, cannone sparaneve, dosso, cunetta, mezzo battipista…
– divieto (rotondi) ad esempio: vietato camminare sulla pista da sci, usare la slitta, usare lo snowboard, sciare nel bosco…
– obbligo (rotondi) ad esempio: utilizzo del caso per i ragazzi al di sotto di 14 anni
– informazione (rettangolari/quadrati) ad esempio: pronto soccorso, pista da snowboard, sentiero invernale…

Inoltre, le piste da sci devono essere classificate in base al loro grado di difficoltà. Tale difficoltà deve essere chiaramente segnalato -come minimo- all’inizio e dove ci sono diramazioni o incroci della pista, con cartelli rotondi dei seguenti colori:
– blu le piste facili (la loro pendenza non può superare il 25%, se non in brevi tratti su terreno aperto)
– rosso quelle di media difficoltà (pendenza non superiore al 40%)
– nero le piste difficili (con pendenze superiori al 40%).

Caschi protettivi ed attrezzature
I caschi protettivi che i ragazzi al di sotto dei 14 anni di età devono obbligatoriamente indossare durante la pratica dello sci alpino e dello snowboard sono quelli conformi alla norma tecnica UNI EN 1077:1998 (decreto 2 marzo 2006 del Ministero della Salute). I “caschi sicuri”, conformi alla norma tecnica, si riconoscono perché marcati con l’indicazione EN 1077, oltre che con la sigla CE. Si applica invece alle maschere utilizzate per la protezione degli occhi durante lo sci e la pratica dello snowboard la norma UNI EN 174:2004 “Protezione personale degli occhi – Maschere per lo sci da discesa”.

Anche per altre attrezzature esistono delle norme tecniche che garantiscono la sicurezza, la durata e la qualità delle prestazioni:
– protezioni paraschiena: sono leggeri “scudi” articolati, s’indossano sotto la giacca a vento, e garantiscono l’assorbimento degli urti nonché la copertura di una certa percentuale della schiena. I paraschiena sono sottoposti a prove di impatto, taglio e solo se rispettano le caratteristiche stabilite dalla norma tecnica UNI EN 1621-2:2004 garantiscono veramente la protezione;
– scarponi: una norma internazionale (ISO 5355:2005) stabilisce le caratteristiche della punta e del tacco (dimensioni spessore, larghezza, raggio di curvatura e addirittura grado di “rugosità” della suola) affinché si incastrino perfettamente con l’attacco dello sci. Bisogna infatti essere assolutamente certi che in caso di caduta con torsione della gamba lo scarpone si sganci immediatamente dall’attacco;
– racchette da sci: devono garantire la resistenza e la deformazione in caso di urto e cadute rovinose. L’impugnatura ergonomia, inoltre, deve prevenire traumi alle mani e il puntale deve fare presa sul ghiaccio senza tuttavia procurare ferite in caso di impatto con il corpo. La norma di riferimento è la ISO 7331:2005;
– snowboard: sebbene siano attrezzi semplici, è importante che i sistemi di sicurezza – quali aggancio tra tavola e attacchi e tra scarponi e attacchi – abbiano precise caratteristiche che rispettino quanto stabilito dalle norme: la resistenza e il corretto funzionamento alle basse temperature, le istruzioni per il montaggio e l’uso. La norma di riferimento è la ISO 14573:2002

Abbigliamento antifreddo
Fondamentale anche l’abbigliamento antifreddo e le giacche a vento. La norma UNI EN 342:2004 “Indumenti di protezione – Completi e capi di abbigliamento per la protezione contro il freddo” pone particolare attenzione all’isolamento termico, che rappresenta la proprietà principale per questo genere di indumento. Esso è misurato sull’intero completo (per esempio tute composte da due pezzi o tute intere) utilizzando un manichino termico a grandezza naturale (dotato di sensori): ciò permette di verificare in termini realistici l’efficacia dei tessuti di protezione, oltre che la loro vestibilità, il taglio, la copertura e la forma, tutti elementi che in un indumento destinato ad essere indossato in condizioni particolari risultano di grande importanza pratica.
Anche in questo caso sono previsti valori di riferimento in base ai quali l’indumento è classificato, soprattutto in relazione alla permeabilità all’aria (un fattore determinante da considerare in riferimento alla protezione contro il freddo).
L’etichettatura prevede un pittogramma, seguito dal numero della norma (UNI EN 342), dai valori di isolamento termico, dalla classe di permeabilità all’aria e – facoltativamente – dalla classe di resistenza alla penetrazione d’acqua.
Importante garantire anche qualità di giacche a vento o “duvet” con l’imbottitura in piuma d’oca, nati come capi tecnici per lo sport: in questo caso la norma di riferimento e la UNI EN 13536:2002 “Articoli manufatti imbottiti con piuma e piumino – Requisiti per il vestiario – Uso normale”, che specifica i requisiti per i tessuti – esterni, interni e fodera – e per l’imbottitura relativi al vestiario imbottito esclusivamente con piuma e/o piumino

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