Che cos’è l’amianto e quali sono gli effetti sulla salute ?

Amianto è il nome comunemente usato per designare un gruppo; di minerali. Le fibre di amianto sono estremamente resistenti al;  calore e molto robuste; per molti anni esse sono state utilizzate per la fabbricazione di:

materiali termo-isolanti di rivestimento e copertura;
tessuti, carta e pannelli ignifughi;
guarnizioni di frizioni e freni;
prodotti in amianto-cemento (altrimenti detto fibrocemento o eternit);
materiali per l’isolamento elettrico;
attrezzature di protezione individuale.

Attualmente, per quanto l’uso dell’amianto sia praticamente; vietato nei paesi dell’Unione europea, ne esiste ancora una grande; quantità residua: i casi di esposizione sono quindi sempre possibili.

Effetti sulla salute derivanti dall’esposizione all’amianto

Le fibre di amianto, se inalate, possono causare seri problemi alla salute, quali ad esempio l’asbestosi, il cancro ai polmoni e il mesotelioma pleurico. Non esiste un livello di sicurezza al di sotto del quale l’esposizione all’amianto non risulti pericolosa. Il rischio di contrarre malattie riconducibili all’amianto è proporzionale ai livelli di esposizione. Il tempo che intercorre tra il periodo dell’esposizione all’amianto e la comparsa dei primi sintomi di malattia può arrivare fino a 30 anni. Questo spiega perché gli effetti delle esposizioni avvenute nel passato si manifestino ancora oggi.
Chi svolge attività lavorative nel settore dell’edilizia, o in quelli della manutenzione o della pulizia di edifici, può essere esposto ai rischi derivanti dall’amianto. Tipicamente, l’amianto si può trovare:
nei muri (sotto forma di pannelli isolanti all’interno dei tramezzi);
nelle vernici e nei rivestimenti con effetto a rilievo;
nelle mattonelle dei pavimenti;
nei pavimenti in linoleum;
nelle caldaie con isolamento termico;
come isolante nelle armature d’acciaio degli edifici;
nei condotti di ventilazione;
nei soffitti (come materiale antincendio all’interno dei controsoffitti);
nei laterizi dei soffitti;
nelle porte;
negli impianti elettrici;
nei sistemi di riscaldamento (come isolante termico delle tubature, dei radiatori o delle caldaie);
nei tetti (in particolare sotto forma di amianto-cemento);
nelle tegole dei tetti;
nelle facciate degli edifici, comprese grondaie, intradossi e rivestimenti;
nelle tubature di impianti idrici e fognari;
come rivestimento o dispositivo di tenuta di valvole, flangie e guarnizioni;
nelle cassette di risciacquo dei servizi igienici, nei contenitori per fiori e piante, nei rivestimenti con materiali coibenti in fibra di amianto ecc.

Le attività a rischio

idraulico;
tecnico degli impianti di riscaldamento;
elettricista;
falegname (carpentiere);
installatore di moquette e di pavimentazioni in genere;
allestitore di negozi;
addetto alla manutenzione, inclusi i custodi e gli altri lavoratori a contratto;
«conciatetti»;
addetti alle pulizie;
altri mestieri che richiedano di operare nei sottotetti, sottopannellature, o in altre aree «nascoste» degli edifici.

Questa voce è stata pubblicata in News, Sicurezza e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento