Valutazione dell’esposizione a radiazioni ottiche di origine artificiale

IL 26 APRILE 2010 ENTRA IN VIGORE L’OBBLIGO DI VALUTAZIONE DELL’ ESPOSIZIONE A RADIAZIONI OTTICHE DI ORIGINE ARTIFICIALE

Il Decreto Legislativo n.81/2008 Titolo VIII introduce misure di protezione dei lavoratori contro i rischi associati all’ esposizione a radiazioni ottiche di origine artificiale, con particolare riguardo ai rischi dovuti agli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute.
Prevede i seguenti obblighi a carico del datore di lavoro :

Valutare e se necessario, calcolare o misurare i livelli di radiazioni ottiche a cui i lavoratori sono esposti.
• Tenere conto dell’esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre i valori di esposizione.
• Eventuali metodi di riduzione dell’esposizione
Informazione e formazione dei lavoratori
Le sorgenti di radiazioni ottiche artificiali nelle attività lavorative sono molteplici.
Nelle seguenti tabelle si riportano due elenchi NON esaustivi dei principali campi di applicazione.

SORGENTI INCOERENTI SORGENTI LASER
IR • Riscaldatori radianti

• Forni di fusione metalli e vetro

• Cementerie

• Lampade per riscaldamento a incandescenza

• Dispositivi militari per la visione notturna

• Applicazioni mediche e mediche per uso estetico

• Applicazioni per solo uso estetico (depilazione)

• Telecomunicazioni, informatica

• Lavorazioni di materiali (taglio, saldatura, marcatura e incisione)

• Metrologia e misure

• Applicazioni nei laboratori di ricerca

• Beni di consumo (lettori CD e “bar code”) e intrattenimento (laser per discoteche e concerti)

VISIBILE • Sorgenti di illuminazione artificiale (lampade ad alogenuri metallici, al mercurio)

• Lampade per uso medico (fototerapia neonatale e dermatologica) / estetico

• Luce pulsata —TPL (Intense Pulsed Light)
• Saldatura

UV • Sterilizzazione

• Essiccazione inchiostri, vernici

• Fotoincisione

• Controlli difetti di fabbricazione

• Lampade per uso medico (es.: fototerapia dermatologica) e/o estetico (abbronzatura) e/o di laboratorio
• Luce pulsata —TPL

• Saldatura ad arco / al laser

Il datore di lavoro deve effettuare una valutazione dei rischi da esposizione a radiazioni ottiche di origine artificiale basata su livelli successivi e supplementari di approfondimento e di quantificazione/stima:
1. conoscenza delle possibili sorgenti di rischio: anagrafica e requisiti tecnici delle apparecchiature impiegate forniti dal fabbricante;
2. valutazione delle modalità espositive: in particolare devono essere individuate le tipologie di sorgenti, le modalità di impiego ed i luoghi in cui sono operanti, acquisendo, i “layout” o le planimetrie dove sono installate le sorgenti. Per potere valutare i lavoratori a rischio e la loro effettiva esposizione è importante acquisire anche i tempi, le distanze e le modalità di esposizione per le sorgenti non coerenti, mentre per quelle laser è importante verificare anche eventuali riflessioni;
3. esecuzione di misure: nel caso non siano disponibili i dati del fabbricante o non vi siano riferimenti a standard tecnici specifici, è necessario effettuare delle misure strumentali secondo le indicazioni fornite da norme tecniche specifiche.
4. confronto con i valori limite: i risultati acquisiti dalle fasi precedenti (dai dati dei produttori, dai dati di bibliografia, da misure strumentali) devono essere confrontati con i valori limite previsti nell’Allegato XXXVII del DLgs. 81/2008 per stabilire il possibile superamento o meno ditali valori.

Questa voce è stata pubblicata in 2010, Sicurezza sul lavoro e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento