Privacy e gestione dei dati nei condomini

005738-3__Nella newsletter del Garante del 23 aprile 2014 si approfondisce l’aspetto relativo alla gestione dei dati nei condomini e si forniscono chiarimenti sulle novità introdotte dalla legge n. 220 del 2012.

L’articolo fa riferimento al principio di necessità (art. 3 D.Lgs. 196/03) secondo il quale “è necessario ridurre al minimo l’utilizzazione di dati personali e dati identificativi in modo da escluderne il trattamento quando le finalità perseguite nei singoli casi possono essere realizzate mediante dati anonimi o opportune modalità che permettano di identificare l’interessato.”

In base a questo principio l’amministratore del condominio può trattare solo informazioni pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità da perseguire nell’ambito del proprio mandato.

Risulta quindi pertinente il trattamento dei seguenti dati per la tenuta del “registro di anagrafe condominiale”:
– dati identificativi dei singoli partecipanti al condominio, (titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento): nominativo,codice fiscale, residenza o domicilio.
– dati catastali: sezione urbana, foglio, particella, subalterno Comune.

Può invece chiedere all’amministratore copia integrale, senza oscuramenti, degli atti e dei documenti bancari del conto corrente condominiale, aperto e utilizzato dall’amministratore.

Altresì i condomini non sono tenuti a fornire informazioni relative alle “condizioni di sicurezza”sulla propria unità immobiliare (ci si riferisce alle certificazioni riguardanti la perfetta funzionalità degli impianti o l’abitabilità). Con l’entrata in vigore del “Decreto Destinazione Italia” i dati da raccogliere riguardano solo le parti comuni dell’edificio.

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