Linee guida su fibre artificiali vetrose (FAV)

animali-fibre-vetroIn data 25 marzo 2015 si è tenuta la Conferenza Stato Regioni per definire le linee guida per l’applicazione della normativa vigente inerente ai rischi di esposizione a Fibre Artificiale Vetrose (FAV) e relative misure preventive.

Si riprende il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sugli ambienti di lavoro (Titolo IX, Capo I e II), relativi all’esposizione sul luogo di lavoro a tutti gli agenti chimici pericolosi; in particolare, gli obblighi del datore di lavoro sono di:
– Effettuare la valutazione del rischio, adottando le relative misure di prevenzione e protezione
– Effettuare, nel caso di esposizione a fibre ceramiche refrattarie, la valutazione del rischio e prendere in considerazione, in primo luogo, la possibilità della riduzione o sostituzione del materiale, se tecnicamente possibile; in secondo luogo, la possibilità dell’utilizzo in un sistema chiuso e, solo in ultima analisi, la riduzione al minimo possibile del livello di esposizione

Tutte le FAV, sottolinea il documento approvato dalla Conferenza, “per le quali non risultano valori limite o indicazioni tecniche sulla valutazione dell’esposizione, rientrano nella categoria dei materiali utilizzabili che presentano rischi per la salute, sia pure con diversa misura di pericolosità rispetto alla diversa composizione e caratteristiche”.

Sul piano propriamente tecnico il documento della Conferenza si occupa delle FAV come “un ampio sottogruppo di fibre inorganiche che, con la messa al bando dell’amianto, hanno assunto, per le loro caratteristiche di isolamento termico e acustico, una rilevante importanza commerciale; infatti risultano particolarmente utili per assicurare importanti risparmi energetici, grazie alla caratteristica tipica di isolamento.

In particolare, il documento è così composto:
- Identità e classificazione delle FAV, le loro proprietà chimico fisiche;
– la classificazione di pericolo e gli aspetti normativi;
– i metodi di prova ai fini della classificazione delle fibre;
– la tipologia di utilizzo e i settori di impiego (lane minerali, fibre ceramiche refrattarie);
– gli effetti sulla salute (infiammatori e irritanti delle vie polmonari,pelle, cancerogenicità – fibre ceramiche refrattarie);
– l’esposizione alle FAV nei luoghi di lavoro, limiti e valori di riferimento (fasi di fabbricazione, lavorazione, installazione, rimozione, bonifica e smaltimento dei manufatti contenenti fibre vetrose);
– i rifiuti contenenti FAV;
– indicazioni operative (tra cui la delimitazione e la pulizia delle aree, la manipolazione dei prodotti, l’installazione all’aperto, la formazione degli operatori, i DPI).

Infine, sono presente due allegati che trattano rispettivamente:
– metodo da adottare per il rilievo analitico
– obblighi del medico competente; in particolare si riportano esempi di protocolli sanitari per lavoratori esposti a FAV, in ambito nazionale

Questa voce è stata pubblicata in 2015, Sicurezza sul lavoro e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento