Privacy: il Garante frena il Jobs act

squirrel taking a pictureL’articolo 23 del decreto legislativo Jobs act riscrive l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori.

Nel dettaglio, l’articolo al primo comma prevede che “gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale e possono essere installati previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali. In mancanza di accordo possono essere installati previa autorizzazione della Direzione territoriale del lavoro o, in alternativa, nel caso di imprese con unità produttive dislocate negli ambiti di competenza di più Direzioni territoriali del lavoro, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali“.

Il Garante della privacy, Antonello Soro, in merito a questo lancia un appello al Parlamento nella Relazione annuale sull’attività dell’autorità del 2014. Il decreto attuativo del Jobs act che prevede la norma sui controlli a distanza all’esame delle Camere dovrà evitare “forme ingiustificate e invasive di controllo” dei lavoratori, “nel rispetto della delega e dei vincoli della legislazione europea”, evitando “una indebita profilazione delle persone che lavorano”.

Egli chiede pertanto garanzie sul discusso tema del monitoraggio a distanza dei lavoratori.

Nella relazione infatti si può leggere: “Nei rapporti di lavoro, il crescente ricorso alle tecnologie nell’organizzazione aziendale, i diffusi sistemi di geolocalizzazione e telecamere intelligenti hanno sfumato la linea – un tempo netta – tra vita privata e lavorativa. Un più profondo monitoraggio di impianti e strumenti non deve tradursi in una indebita profilazione delle persone che lavorano. Occorre sempre di più coniugare l’esigenza di efficienza delle imprese con la tutela dei diritti”.

Quattro dei decreti legislativi del Jobs act, approvati in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, devono ancora terminare il loro iter in Parlamento.

La scorsa settimana, dopo alcune contestazioni sindacali, il ministero del Lavoro aveva ribadito che la norma sui controlli a distanza inserita in uno dei decreti rispetta le norme sulla privacy fissate dal Garante.

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