Lavoro usurante

miningPer tutelare i lavoratori impiegati in attività particolarmente faticose e pesanti il D.Lgs 67/2011 ha introdotto, dal 1° gennaio 2008, una disciplina che consente di anticipare l’età pensionabile che è stata mantenuta, seppur con alcune modifiche, dalla Legge Fornero del 2011 ed è stata recentemente oggetto di alcune migliorie ad opera della legge di bilancio per il 2017.

I lavoratori addetti ai lavori considerati usuranti possono presentare la domanda per l’accesso al pensionamento anticipato rispetto all’età anagrafica prevista per l’accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata.

I dipendenti privati e pubblici che svolgono lavori usuranti, faticosi e pesanti, possono andare in pensione anticipata ad un’età da 61 a 64 anni.

Le attività considerate usuranti oggetto di questo beneficio si riferiscono, specificatamente, all’art. 2 del Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 19 maggio 1999.

Nello specifico, sono considerate mansioni particolarmente usuranti le seguenti attività:
– lavori in galleria, cava o miniera;
– mansioni svolte in sotterraneo con carattere di prevalenza e continuità;
– lavori nelle cave: mansioni svolte dagli addetti alle cave di materiale di pietra e ornamentale;
– lavori nelle gallerie: mansioni svolte dagli addetti al fronte di avanzamento con carattere di prevalenza e continuità;
– lavori in cassoni ad aria compressa;
– lavori svolti dai palombari;
– lavori ad alte temperature: mansioni che espongono ad alte temperature, quando non sia possibile adottare misure di prevenzione, quali, a titolo esemplificativo, quelle degli addetti alle fonderie di 2 fusione, non comandata a distanza, dei refrattaristi, degli addetti ad operazioni di colata manuale;
– lavorazione del vetro cavo: mansioni dei soffiatori nell’industria del vetro cavo eseguito a mano e a soffio;
– lavori espletati in spazi ristretti, con carattere di prevalenza e continuità ed in particolare delle attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale, le mansioni svolte continuativamente all’interno di spazi ristretti, quali intercapedini, pozzetti, doppi fondi, di bordo o di grandi blocchi strutture;
– lavori di asportazione dell’amianto: mansioni svolte con carattere di prevalenza e continuità.

Sono lavori considerati particolarmente usuranti quelli definiti all’art. 1 del D.Lgs 374/1993: “… quelli per il cui svolgimento è richiesto un impegno psicofisico particolarmente intenso e continuativo, condizionato da fattori che non possono essere prevenuti con misure idonee”, ossia quelle le lavorazioni che possono comportare una esposizione al rischio professionale di particolare intensità e che possono incidere sulle aspettative di vita.

Oltre ai lavoratori che svolgono le suddette mansioni, rientrano nella categoria di lavoratori che hanno diritto al pensionamento anticipato (salvo la maturazione dei requisiti), anche i lavoratori notturni adibiti a turni di notte per almeno 6 ore ogni giorno e per un minimo di 64 giorni all’anno.

Sono, altresì ricompresi i lavoratori i quali:
– prestano la loro attività per almeno tre ore nell’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino per periodi di lavoro di durata pari all’intero anno lavorativo (lavoro usurante notturno) – D.Lgs n.66/03, art.1;
– addetti alla linea di catena (lavoro usurante a catena) che svolgono l’attività in imprese soggette a specifiche voci tariffarie Inail in mansioni caratterizzate dalla ripetizione costante delle stesse;
– conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a 9 posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo (lavoro usurante autisti).

Con riguardo alle varie tipologie di lavoro usurante, il datore di lavoro è tenuto a darne comunicazione alla Direzione Provinciale del Lavoro competente per territorio ed ai competenti istituti previdenziali.

Per tutte le lavorazioni usuranti è necessaria una comunicazione annuale che i datori di lavoro devono effettuare entro il 31 Marzo di ogni anno in riferimento all’annualità precedente.

A tal proposito, infatti, l’Inps ha comunicato i requisiti e le modalità di presentazione della domanda per la possibilità di accedere alla pensione anticipata.

La denuncia per le lavorazioni usuranti va presentata:
– entro il 1 marzo 2017 per coloro che maturano i requisiti nell’anno 2017;
– entro il 1 maggio 2017 per coloro che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2018

E’ necessario per tutti avere almeno 35 anni di contributi versati e 61 anni e 7 mesi di età e per i lavoratori notturni un determinato numero di notti lavorate all’anno negli ultimi anni.

Dal 2017 i lavoratori impegnati in attività usuranti possono andare in pensione con un anticipo di 12 mesi.

Il lavoratore deve aver svolto lavoro usurante almeno sette anni negli ultimi dieci per le pensioni aventi decorrenza entro il 31 dicembre 2017 oppure almeno metà della vita lavorativa per le pensioni aventi decorrenza dal 1 gennaio 2018.

Per avviare la comunicazione occorre accreditarsi al sistema e compilare online l’apposito modello telematico “LAV_US” reperibile sul sito www.cliclavoro.gov.it

Per accreditarsi al sistema è necessario compilare il modulo online con i propri dati e procedere all’invio: il Ministero del Lavoro invierà una mail di richiesta di documentazione allo stesso indirizzo.

Dopo aver ricevuto le credenziali si potrà accedere al sistema e compilare il modello “LAV_US”, avendo a disposizione l’archivio di tutti i moduli inviati.

Le comunicazioni attraverso il modello “LAV_US” sono di diverso tipo a seconda della diversa tipologia di lavoro usurante considerato dalla normativa.

Il modello, nella sezione “Elenco delle unità produttive in cui si svolgono le attività”, chiede di inserire il numero indicativo di lavoratori impegnati nelle attività in questione. In questo conteggio è necessario includere anche eventuali lavoratori in somministrazione (sono infatti le imprese utilizzatrici ad essere pienamente a conoscenza delle attività svolte dai lavoratori).
In caso di processi produttivi in serie o in “linea catena” (attività ripetute e costanti dello stesso ciclo lavorativo, controllo computerizzato delle linee di produzione, etc. come indicato dal decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67 all’art. 1 comma 1 lettera c), è necessario comunicare lo svolgimento delle lavorazioni entro trenta giorni dall’inizio delle attività.

La sanzione amministrativa per la mancata comunicazione va da 500 a 1.500 euro.

Nel caso di lavori notturni, la mancata comunicazione annuale prevede la sanzione amministrativa da 500 a 1.500 euro. Per adempiere agli obblighi previsti è necessario indicare, per ogni dipendente, il numero dei giorni di lavoro notturno svolti.

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