dic 13

Norme di individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA)

sciaIn data 26 novembre 2016 il Consiglio dei Ministri ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 277, il Decreto Legislativo n. 222 del 25 novembre 2016, recante norme di individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124.
Il provvedimento riporta semplificazioni in materia edilizia e in materia di pubblica sicurezza ed è entrato in vigore l’11 dicembre 2016.

Vengono eliminate sia la Dia che la Cil e rimangono attive cinque procedure:
– edilizia libera,
– permesso di costruire,
– Scia,
– Cila,
– Scia alternativa al permesso di costruire.

L’obiettivo del decreto è la semplificazione della normativa riguardante i procedimenti da seguire per la realizzazione degli interventi edilizi intervenendo in modo significativo sul Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001) eliminando la Denuncia di inizio attività (Dia), ora sostituita completamente dalla Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), e la Comunicazione di inizio lavori (Cil).

Il D.Lgs. n. 222/2016 è composto da 6 articoli e un allegato con una tabella che individua, per ciascuna delle attività elencate, il regime amministrativo, l’eventuale concentrazione dei regimi e i riferimenti normativi.

Nel dettaglio:
– articolo 1 – Oggetto
– articolo 2 – Regimi amministrativi delle attività private
– articolo 3 – Semplificazione di regimi amministrativi in materia edilizia
– articolo 4 – Semplificazione di regimi amministrativi in materia di pubblica sicurezza
– articolo 5 – Livelli di ulteriore semplificazione
– articolo 6 – Disposizioni finali

Parte fondamentale del provvedimento è la tabella che indica per ogni attività il regime amministrativo e quindi se risulta essere libera, se serve una comunicazione, una SCIA, una SCIA unica, condizionata, una autorizzazione, o una autorizzazione più la SCIA, la SCIA unica o la comunicazione.

In base a quanto indicato dalla tabella si dovrà eseguire quanto segue:
la Comunicazione: quest’ultima produce effetto con la presentazione della stessa allo Sportello unico di cui all’art. 19-bis della Legge n. 241/1990 o all’amministrazione competente. Qualora per l’avvio, lo svolgimento o la cessazione dell’attività siano richieste altre comunicazioni o attestazioni, l’interessato può presentare un’unica comunicazione allo Sportello unico.
la SCIA: si deve applicare l’art. 19 della Legge n. 241/1990: l’attività può essere avviata immediatamente. Entro 60 giorni (30 nel caso di edilizia) l’amministrazione effettua i controlli sulla sussistenza dei requisiti e dei presupposti richiesti per lo svolgimento dell’attività. Qualora venga accertata la carenza dei requisiti, l’amministrazione può vietare la prosecuzione dell’attività o richiedere all’interessato di conformare le attività al quadro normativo vigente.
la SCIA unica: si deve applicare l’art. 19-bis della Legge n. 241/1990: qualora per lo svolgimento di un’attività soggetta a SCIA siano necessarie altre SCIA o comunicazioni e notifiche, l’interessato presenta un’unica SCIA allo Sportello unico del Comune, che la trasmette immediatamente alle altre amministrazioni interessate per i controlli di loro competenza. Entro 60 giorni (30 nel caso di edilizia), qualora venga accertata la carenza dei requisiti e dei presupposti richiesti per lo svolgimento dell’attività, l’amministrazione può vietare la prosecuzione dell’attività o richiedere all’interessato di conformare le attività al quadro normativo vigente.
la SCIA condizionata ad atti di assenso: si deve applicare quanto previsto dall’art. 19-bis della Legge n. 241/1990: qualora l’attività oggetto di SCIA sia condizionata all’acquisizione di autorizzazioni, atti di assenso comunque denominati, l’interessato presenta la relativa istanza allo Sportello unico, contestualmente alla SCIA. Entro 5 giorni è convocata la Conferenza di servizi. L’avvio delle attività è subordinato al rilascio delle autorizzazioni, che viene comunicato dallo Sportello unico all’interessato
l’Autorizzazione: è necessario un provvedimento espresso, salvo i casi in cui è previsto il silenzio-assenso ai sensi dell’art. 20 della Legge n. 241/1990. Qualora per lo svolgimento dell’attività sia necessaria l’acquisizione di ulteriori atti di assenso, si applicano le disposizioni in materia di Conferenza di servizi di cui agli artt. 14 e seguenti della Legge n. 241/1990. Entro 5 giorni è convocata la Conferenza di servizi per acquisire le autorizzazioni, il cui rilascio viene comunicato dallo Sportello unico interessato.
l’Autorizzazione più la SCIA, la SCIA unica o la Comunicazione, alla domanda per l’Autorizzazione l’interessato può allegare una semplice SCIA, una SCIA unica o una Comunicazione per le attività che le prevedono (ad esempio, è il caso di una SCIA per la prevenzione incendi allegata all’istanza per l’avvio di una attività produttiva soggetta ad Autorizzazione oppure di una notifica sanitaria allegata all’istanza per una media struttura di vendita).

Il decreto è consultabile per esteso al seguente link: http://www.frareg.com/sites/default/files/file_leggi/DLgs_222_25112016.pdf

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dic 13

Monitoraggio della presenza di radon negli edifici aperti al pubblico in Puglia

radonLa Regione Puglia ha recepito con la  legge regionale n. 30 del 3.11.2016 “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente confinato” le indicazioni della nuova direttiva europea 59/2013 in materia di riduzione dell’esposizione a radon, indicazioni che dovranno essere recepite nell’ordinamento italiano entro febbraio 2018. E’ il motivo che rende particolarmente interessante la legge della regione Puglia.

Vediamo sinteticamente di seguito gli aspetti principali, limitatamente agli edifici esistenti:
- Soggetti obbligati: gli esercenti le attività lavorative in edifici aperti al pubblico (es. filiali bancarie, negozi, ristoranti);
- Attività da compiere e scadenza: l’esercente dovrà entro 90 giorni dalla pubblicazione della legge, quindi entro fine gennaio 2017 (la legge è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale Regionale del 4 novembre 2016), avviare misure di radon annuali con campionamenti semestrali in tutti i locali interessati. Al termine delle misurazioni, indipendentemente dai risultati ottenuti, dovrà inviare una comunicazione al Comune e all’ARPA;
– Periodicità delle misurazioni: 5 anni;
- Sanzioni: sospensione del certificato di agibilità e, nel caso, sgombero forzoso dell’immobile. Poiché le misurazioni devono essere condotte su un periodo di un anno, la sospensione dell’agibilità avrà una durata dell’ordine di 14-18 mesi, e comunque non inferiore a 12 mesi.
- Livelli di riferimento: 300 Bq/mc. In caso di superamento è necessario condurre azioni di rimedio.

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dic 08

Accesso al cruscotto infortuni INAIL da parte dei RLS

infortunioIn alternativa all’ormai soppresso registro degli infortuni in formato cartaceo, l’INAIL ha creato il comparato “Cruscotto Infortuni” telematico rendendo disponibile l’accesso ai datori di lavori ed eventuali soggetti delegati per prendere visione dei dati infortunistici relativi alla propria azienda.

Con il D.Lgs 14 settembre 2015 n.151, all’art.21, comma 4, entrato in vigore il 23 dicembre 2015, viene specificato l’abolizione dell’obbligo da parte dei datori di lavoro della tenuta del Registro Infortuni e delle relative disposizioni sanzionatorie.

Risulta opportuno precisare che resta invariato l’obbligo, in capo al datore di lavoro, di comunicare la denuncia degli infortuni all’INAIL occorsi ai dipendenti prestatori d’opera.

Per gli infortuni occorsi nel periodo antecedente il 23 dicembre 2015, si potrà fare ancora riferimento al relativo Registro Infortuni cartaceo in possesso del datore di lavoro che potrà essere consultato per i successivi quattro anni.

Il nuovo sistema informatico è accessibile agli organi di vigilanza nell’area dedicata del sito dell’INAIL, tramite l’inserimento delle credenziali in possesso degli organi stessi.

In relazione all’utilizzo del nuovo servizio, solo gli organi di vigilanza nonché i datori di lavoro e loro intermediari (soggetti delegati), così come riportato, rispettivamente, nella Circolare Inail n. 92 del 23 Dicembre 2015 e Circolare Inail n. 31 del 2 Settembre 2016, hanno diritto all’accesso ai dati infortunistici relativi ad ogni singolo dipendente.

Con Circolare Inail n. 45 del 30 Novembre 2016, si precisa, inoltre, che i Rappresentanti dei Lavoratori per la sicurezza (RLS), aziendali e territoriali, non possono accedere direttamente alla consultazione dei dati sugli infortuni e le malattie professionali presenti nel “Cruscotto Infortuni” di ogni singolo lavoratore.

Ciò nonostante, a tal proposito, il diritto degli stessi RLS di essere informati, per mezzo dei datori di lavoro, circa gli indici infortunistici relativi al proprio ambiente di lavoro, non risulta aver subito variazioni.

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nov 04

Necessaria presenza del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) anche nelle società all’interno delle quali operino esclusivamente soci lavoratori

rlsIl D. Lgs. n. 81/2008 con l’art. 47 commi 2 ha stabilito che in tutte le aziende, o unità produttive, è eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” e con il comma 3 dello stesso articolo chenelle aziende o unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno oppure è individuato per più aziende nell’ambito territoriale o del comparto produttivo secondo quanto previsto dall’articolo 48”.

Con l’interpello del 25/10/2016 – n. 16/2016 destinatario – Regione Marche si chiede sostanzialmente se un socio amministratore di una società, che presta attività lavorativa per conto della stessa e che è pertanto equiparato ad un lavoratore della stessa azienda, può rivestire la funzione di RLS.

Il RLS non è individuato dal datore di lavoro ma eletto o designato dai lavoratori i quali esprimono quindi una loro volontà di scegliere un lavoratore che curi i loro interessi per quanto riguarda l’applicazione delle norme di sicurezza e delle misure di sicurezza necessarie a tutelare la loro integrità, pertanto la perplessità che sorge sul fatto che i lavoratori di una azienda individuino un loro rappresentante in un socio della società che gestisce l’azienda stessa e presso la quale prestano la loro attività, il quale è in fondo un proprietario dell’azienda medesima, si ritiene assolutamente incompatibile, per ragioni facilmente comprensibili, che il RLS sia un socio di una società che gestisce l’azienda presso la quale lo stesso RLS deve svolgere le proprie funzioni di rappresentanza in quanto, essendo socio del datore di lavoro, comunque ha di fatto una convergenza di interessi con lo stesso.

La Commissione per gli interpelli in materia di salute e sicurezza del Ministero del Lavoro, con interpello n. 16 del 25 ottobre 2016, ha fornito, alla Regione Marche, un parere in merito alla corretta interpretazione dell’articolo 47, comma 2 del d.lgs. n. 81/2008 che espressamente sancisce che in tutte le aziende, o unità produttive, sia “eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza”.

In particolare l’istanza evidenzia:

  1. che in data 13 settembre 2011, a norma dell’articolo 47, comma 5 deld.lgs. n. 81/2008, è stata sottoscritta la stesura definitiva dell’Accordo nazionale applicativo deld.lgs. n. 81/2008 tra CGIL, CISL e UIL da una parte e CNA -Confederazione Nazionale dell’Artigianato e delle PMI-, CONFARTIGIANATO IMPRESE, CASARTIGIANI e CLAAI dall’altra;
  2. che l’Accordo, per espressa volontà delle parti contraenti, si applica alle imprese aderenti a CNA-Confederazione Nazionale dell’Artigianato e delle PMI, CONFARTIGIANATO IMPRESE, CASARTIGIANI e CLAAI e/o alle imprese che applicano i contratti collettivi sottoscritti dalle Organizzazioni aderenti alle Parti firmatarie del medesimo Accordo;
  3. che le parti firmatarie valutano concordemente che il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST), ai sensi degli articoli 47 e 48 deld.lgs. n. 81/2008, costituisca la forma di rappresentanza più adeguata alle realtà imprenditoriali del comparto artigiano e si sono accordate affinché tale modello si affermi in maniera generalizzata;
  4. che le parti firmatarie concordano sul fatto che la figura del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale venga istituita in tutte le imprese che occupano fino a 15 lavoratori e che nelle imprese che occupano oltre i 15 lavoratori, il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale operi qualora non sia stato eletto un rappresentante per la sicurezza aziendale;
  5. che, sempre per espressa volontà delle parti, non possano essere né eleggibili né elettori, come Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i soci di società, gli associati in partecipazione e i collaboratori familiari.

Pertanto, la Commissione, visti:
A) l’articolo 2, comma 1, lettera a), del D.Lgs. n. 81/2008, che equipara al “lavoratore” il socio lavoratore di cooperative o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell’ente stesso;
B) l’articolo 47, comma 2 del d.lgs. n. 81/2008, che prevede che in “tutte le aziende, o unità produttive” sia eletto o designato il “rappresentante dei lavoratori per la sicurezza”;

ritiene che in tutte le aziende, o unità produttive, comprese quelle all’interno delle quali operino esclusivamente soci lavoratori, qualora “non si proceda alle elezioni previste dai commi 3 e 4″ del medesimo articolo 47 del D.lgs. n. 81/2008 anche in virtù della contrattazione collettiva, le funzioni di Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza debbano essere esercitate dal Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale o dal Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo.

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nov 03

Obbligatorietà della disegnazione e relativa informazione e formazione degli addetti al Primo Soccorso medico

first-aidLa normativa (D.Lgs. 81/08; DM 388/03) conferisce al Primo Soccorso (PS) un ruolo importante all’interno del sistema di gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ed obbliga il datore di lavoro a designare e formare gli Addetti al Primo Soccorso (APS) e ad organizzare il piano di emergenza.

La formazione e l’addestramento al PS rappresentano degli strumenti utili di prevenzione che da un lato garantiscono la presenza sul luogo di lavoro di personale addestrato a fornire una prima assistenza qualificata alle vittime di un infortunio o di un malore, dall’altro permettono ai lavoratori formati di conoscere ed assumere gli atteggiamenti ed i comportamenti più idonei ad evitare il verificarsi di incidenti ed eventi dannosi.

Si ricorda che un’adeguata formazione non solo garantisce “la presenza sul luogo di lavoro di personale addestrato a fornire una prima assistenza qualificata alle vittime di un infortunio o di un malore”, ma permette ai lavoratori formati di “conoscere ed assumere gli atteggiamenti ed i comportamenti più idonei ad evitare il verificarsi di incidenti ed eventi dannosi”.

Proprio perché nell’ambito del Primo Soccorso (PS) la formazione e l’addestramento rappresentano necessari strumenti di prevenzione, l’Inail, Settore Ricerca, Dipartimento di Medicina del Lavoro, ha realizzato una nota tecnica dal titolo “Primo soccorso: requisiti e formazione degli addetti”.

Con l’interpello del 25 ottobre – n. 19/2016 destinatario – ENEA, si definisce l’obbligo di designazione e relativa informazione e formazione degli addetti al Primo Soccorso.

La Commissione per gli interpelli in materia di salute e sicurezza del Ministero del Lavoro ha fornito, all’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo economico sostenibile (ENEA), un parere in merito alla obbligatorietà o meno in una Unità Produttiva, classificata nel gruppo A, della designazione e relativa informazione e formazione degli addetti al primo soccorso per il datore di lavoro “che abbia mantenuto la Camera di Medicazione ai sensi dell’articolo 30 del DPR 303/56 composta da un Medico Competente e da Infermieri Professionali, questi ultimi in turno durante tutto l’orario di servizio”.

La formazione deve svolgersi nel miglior modo possibile, da parte di personale qualificato e nel rispetto della normativa vigente.

La nota riporta una sintesi della normativa sul Primo Soccorso relativamente alla formazione degli addetti:

A) La designazione degli APS è obbligatoria ai sensi dell’articolo 18 comma 1 lett. del D.Lgs. 81/08

B) Ai sensi dell’art. 45 Del D.Lgs. 81/08 le caratteristiche minime delle attrezzature di PS, i requisiti del personale addetto e la sua formazione, individuati in relazione alla natura dell’attività, al numero dei lavoratori occupati ed ai fattori di rischio, sono individuati dal Decreto Ministeriale 15 luglio 2003, n. 388 (Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale).

C) Secondo l’art. 3 del DM 388/03 gli APS sono formati con istruzione teorica e pratica per l’attuazione delle misure di primo intervento interno e per l’attivazione degli interventi di PS. La formazione dei lavoratori designati deve essere svolta esclusivamente da personale medico, in collaborazione, ove possibile, con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. Nello svolgimento della parte pratica della formazione il medico può avvalersi della collaborazione di personale infermieristico o di altro personale specializzato.

D) Gli allegati del D.M. 388/08 relativi a “obiettivi didattici e contenuti minimi della formazione dei lavoratori” prevedono “l’acquisizione di capacità di intervento pratico”; nell’art. 3, comma 5 “La formazione dei lavoratori designati andrà ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico”.

Al termine del corso a firma di un medico “formatore” deve essere rilasciato un attestato che certifichi la frequenza e l’avvenuta formazione sia relativamente alla parte teorica, sia nel merito dell’esecuzione e dell’apprendimento di quanto previsto per la parte pratica.

Le Linee Guida (Comitato Tecnico Interregionale della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro – Primi indirizzi applicativi) ribadiscono l’importanza della parte pratica quando affermano che: per i corsi effettuati antecedentemente la data di entrata in vigore del D.M. 388/03, di cui non risulti l’effettuazione della parte pratica, questa va comunque programmata il prima possibile.

ll datore di lavoro deve assicurare un primo soccorso interno e garantire “il raccordo tra il sistema di pronto soccorso interno ed il sistema di emergenza sanitaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 27 marzo 1992 e successive modifiche” (art. 2, comma 4, DM 388/2003).

Qualora il datore di lavoro decida di avvalersi di personale infermieristico, in numero sufficiente ed adeguato e per tutta la durata dell’orario di servizio, non è obbligato alla designazione degli addetti al primo soccorso, prevista dall’art. 18, comma 1, lettera b), del DLgs. n. 81/2008, in quanto i requisiti formativi e professionali del suddetto personale sono superiori a quelli minimi previsti dal DM 388/2003. Inoltre il datore di lavoro non è tenuto all’aggiornamento del personale infermieristico, come previsto dall’art. 37, comma 9, del d.lgs. n. 81/2008, considerato l’obbligo di aggiornamento professionale ECM previsto per il personale sanitario, il quale è eccedente gli obiettivi didattici e i contenuti minimi della formazione individuati nell’allegato 3 dello stesso DM 388/2003.

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ott 22

Tabella riassuntiva dei corsi in materia di sicurezza sul lavoro

training102Il 7 luglio 2016 è stato approvato il nuovo accordo che disciplina i requisiti della formazione per responsabili ed addetti dei servizi di prevenzione e protezione, previsti dall’art. 32, comma 2, del D. Lgs. n. 81/2008. Il presente accordo, entrato in vigore il 3 Settembre 2016, sostituisce integralmente quello del 26 gennaio 2006.

Di seguito, una tabella riassuntiva dei corsi di Sicurezza sul Lavoro:

CORSO DURATA (ore) VALIDITA’ AGGIORNAMENTI (ORE)
DATORE DI LAVORO Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione – RSPP
RISCHIO BASSO 16 5 anni 6
RISCHIO MEDIO 32 10
RISCHIO ALTO 48 14
Responsabile/Addetto Servizio Prevenzione e Protezione – RSPP/ASPP
Modulo A – Base 28 5 anni
Modulo B comune a tutti i settori produttivi 48 5 anni
Mod. B – SP1 agricoltura -pesca 12 5 anni
Mod. B – SP2 cave -costruzioni 16 5 anni
Mod. B – SP3 sanità – residenziale 12 5 anni
Mod. B – SP4 chimica – petrolchimico 16 5 anni
Modulo C 24 5 anni
Aggiornamento ASPP almeno 20 ore nei 5 anni(prevista modalità e-learning secondo i criteri previsti da Allegato II dell’Accordo Stato Regioni del 7/7/16)
Aggiornamento RSPP almeno 40 ore nei 5 anni(prevista modalità e-learning secondo i criteri previsti da Allegato II dell’Accordo Stato Regioni del 7/7/16)
Formazione art. 37 D.lgs 81/08 (formazione /informazione)
Lavoratori Rischio Basso 8 5 anni 6
Lavoratori Rischio Medio 12 5 anni 6
Lavoratori Rischio Alto 16 5 anni 6
Preposto 8 5 anni 6
Dirigente 16 5 anni 6
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) 32 annuale 4 (<50dip.)8 (>50 dip.)
Coordinatore Sicurezza 120 5 anni 40
Addetti Antincendio
Rischio basso 4 3 anni 2
Rischio medio 8 3 anni 5
Rischio alto 16 3 anni 8
Primo Soccorso
Aziende Gruppo B e C 12 3 anni 4
Aziende Gruppo A 16 3 anni 6
Uso Macchie e attrezzature
Addetto PIMUS – ponteggi 28 4 anni 4
Addetto all’impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi in siti naturali o artificiali 32 5 anni 8
Addetto all’impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi per l’accesso e l’attività lavorativa su alberi 32 5 anni 8
Addetto ai lavori in quota 8 5 anni 4
Lavori elettrici sotto tensione (PES e PAV) 14 5 anni  aggiornamento non ancora vincolante
Piattaforme Di Lavoro Mobili Elevabili 8-12 5 anni 4
Gru A Torre 12 -16 5 anni 4
Gru Mobile 14-22 5 anni 4
Gru Per Autocarro 12 5 anni 4
Carrelli Elevatori Semoventi Con Conducente A Bordo 12-20 5 anni 4
Escavatori, pale caricatrici frontali, terne e autoribaltabili a cingoli 10 -34 5 anni 4
Carrelli Semoventi A Braccio Telescopico 12 5 anni 4
Carrelli Industriali Semoventi 12 5 anni 4
Carrelli/Sollevatori/Elevatori Semoventi Telescopici Rotativi 16 5 anni 4
Trattori Agricoli O Forestali 8 -13 5 anni 4
Escavatori Idraulici 10 5 anni 4
Escavatori A Fune 10 5 anni 4
Pale Caricatrici Frontali 10 5 anni 4
Terne 10 5 anni 4
Autoribaltabili A Cingoli 10 5 anni 4
Escavatori Idraulici, caricatori frontali e terne 16 5 anni 4
Pompe Per Calcestruzzo 14 5 anni 4
Attrezzature da lavoro generiche 8 Ogni macchina richiede una diversa certificazione
Preposto al montaggio, smontaggio, trasformazione ponteggi (PIMUS) 28 4 anni 4
HACCP – igiene Alim. Corso per addetti e Resp. a secondo leg. Regionale

 

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ott 08

Riduzione tasso INAIL – oscillazione del tasso per prevenzione

cutcostsL’art. 24 delle Modalità per l’applicazione delle Tariffe emanate con D.M. 12.12.2000, come modificato dal Decreto Ministeriale del 3 marzo 2015, prevede che l’INAIL può applicare una riduzione del tasso medio di tariffa alle aziende (in regola con la contribuzione obbligatoria e operative da almeno un biennio) che abbiano effettuato interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli previsti dalla normativa in materia (D.Lgs 81/08 e s.m.i.).

La riduzione del tasso medio di tariffa è determinata in relazione al numero dei lavoratori anno del periodo, calcolati per singola voce di tariffa. Per ottenere la riduzione, l’azienda deve presentare apposita istanza (Modello OT/24 – “Oscillazione per prevenzione”) fornendo tutti gli elementi, le notizie e le indicazioni definiti a tal fine dall’INAIL.

La riduzione prevista è la seguente:

NUMERO DIPENDENTI Fino a 10 Da 11 a 50 Da 51 a 200 Oltre 200
PERCENTUALE DI RIDUZIONE 28% 18% 10% 5%

La domanda relativa all’anno 2016 dovrà essere presentata entro e non oltre il 28 Febbraio 2017.
La documentazione relativa all’anno 2016 risulta maggiormente articolata rispetto agli anni precedenti: l’INAIL ha stabilito di suddividere il punteggio degli interventi per tipologia di settore produttivo con un conseguente incremento di verifiche sulla documentazione aziendale atta a dimostrare gli interventi previsti per la riduzione del tasso che devono essere effettuati entro e non oltre il 31 Dicembre 2016.

La domanda deve essere inoltrata esclusivamente in modalità telematica attraverso i Servizi online del portale INAIL.

Il fac-simile del modello di domanda è disponibile nella sezione Modulistica insieme alle relative Istruzioni per la compilazione.

L’Istituto individua per ogni intervento la documentazione che ritiene probante l’attuazione dell’intervento dichiarato. A pena di inammissibilità, la documentazione probante deve essere presentata unitamente alla domanda, entro il termine di scadenza della stessa.

L’INAIL, entro i 120 giorni successivi al ricevimento della domanda, comunica all’azienda il provvedimento adottato adeguatamente motivato.

Diventano sempre più restrittivi i criteri applicati dall’INAIL per concedere la riduzione del tasso medio di tariffa. Invariato è invece il punteggio che l’azienda deve ottenere per poter accedere alla riduzione.

Più articolati sono anche i documenti di supporto (che devono avere data dell’anno precedente) che l’azienda deve avere a disposizione in caso di controllo.

Nello specifico, per poter accedere alla riduzione del premio dovuto all’Inail è necessario avere i seguenti requisiti:

  • essere in possesso dei requisiti per il rilascio della regolarità contributiva ed assicurativa DURC – Documento Unico di Regolarità Contributiva;
  • essere in regola con le disposizioni obbligatorie in materia di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro;
  • aver effettuato, nell’anno precedente a quello in cui chiede la riduzione, interventi di miglioramento nel campo della prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro ulteriori a quelli richiesti dalla legge.

    Secondo le indicazioni del modello OT 24, ciascun intervento dà diritto a un punteggio; per poter accedere alla riduzione è necessario raggiungere un punteggio minimo di 100.

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ott 05

Approvazione definitiva dell’ISO 37001 sull’anticorruzione

anticorruptionLo standard ISO 37001 è stato definitivamente approvato dall’ISO Technical Committee ISO/PC 278 “Anti-Bribery Management Systems” divenendo l’unico vero standard internazionale per l’implementazione, la gestione ed il miglioramento continuo dei Sistemi di Gestione Anti-Corruzione.

La sua emissione ufficiale è confermata per il 15 Ottobre 2016.

Nello specifico, la nuova norma darà la possibilità di specificare una serie di misure per aiutare le organizzazioni a prevenire, individuare ed affrontare la corruzione. Queste comprendono l’adozione di una politica anti-corruzione, l’individuazione di una persona incaricata di sorvegliare la conformità anti-corruzione, l’organizzazione delle attività formative, la valutazione dei rischi e attività di due diligence su progetti e colleghi di lavoro, dei controlli finanziari e commerciali e l’istituzione di procedure di segnalazione e di indagine.

Le Amministrazioni Pubbliche e le Società Controllate potranno decidere di adottare lo standard ISO 37001 come strumento di gestione degli adempimenti previsti dal PNA (Piano Nazionale Anticorruzione), con le caratteristiche ISO dei sistemi di gestione e, quindi, anche integrabili con i sistemi di gestione Qualità, Sicurezza, Ambiente, con l’ulteriore supporto, ai fini della propria responsabilità per i Responsabili Anticorruzione, della verifica di terza parte di un Ente indipendente.

Lo standard ISO 37001 può essere utilizzato da qualsiasi organizzazione, grande o piccola, sia che si tratti del settore pubblico, privato o volontario, e in qualsiasi paese. È uno strumento flessibile, che può essere adattato in base alle dimensioni e alla natura dell’organizzazione e il rischio di corruzione (comprende, dunque, anche la corruzione tra privati e tramite intermediario).

La società deve effettuare una mappatura dei rischi di corruzione riferibili alla sua attività ed eseguire una valutazione in relazione al sistema di controllo interno esistente.

Dovrà dunque:
– adottare ed attuare una adeguata policy anticorruzione (la policy deve essere efficacemente diffusa all’interno della società e comunicata ai business associates – donazioni, omaggi liberalità similari e benefit vengono regolati all’interno della policy);
– istituire una funzione di compliance anticorruzione (anche esterna) che deve supervisionare il sistema, fornire pareri su suoi contenuti e sulla sua applicazione, riferire al vertice sui risultati, avere adeguate risorse ed essere competente ed indipendente;
– adottare regole disciplinari in relazione alle ipotesi di violazione del sistema, modalità di informazione e formazione sui contenuti;
– effettuare attività di due diligence in caso di assunzioni, trasferimenti o promozioni ed in caso di bonus ed incentivi;
– formare il personale riguardo la casistica corruttiva con riferimento ai c.d. key bribery indicators (Indicatori chiave di Corruzione);
– Implementare misure di controllo della gestione delle risorse finanziare, così come controlli sull’approvvigionamento, vendite e attività commerciali;
– disciplinare il whistleblowing, ossia lo strumento legale per informare tempestivamente eventuali tipologie di rischio: pericoli sul luogo di lavoro, frodi all’interno, ai danni o ad opera dell’organizzazione, danni ambientali, false comunicazioni sociali, negligenze mediche, illecite operazioni finanziarie, minacce alla salute, casi di corruzione o concussione e molti altri ancora, garantendo il riporto della segnalazione dell’illecito o della violazione alla funzione di compliance o altro soggetto idoneo, la riservatezza del segnalante e delle parti coinvolte.

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set 27

Certificazione sanitaria per minori

teen2A seguito della sentenza della Cassazione del 12 febbraio 2016, n. 5811 si stabilisce che l’inadempienza relativa agli obblighi di certificazione sanitaria per apprendisti e minori è reato.
La Cassazione sostiene che secondo quanto stabilito dall’art.42 del d.l. n. 69 del 21/06/2013 (“Decreto del fare”) tali obblighi restano in vigore e quindi le relative sanzioni penali sono applicabili.
Infatti tale articolo elimina l’obbligo di effettuare le visite mediche per l’idoneità lavorativa dei minorenni, limitatamente alle lavorazioni non a rischio e per l’apprendista maggiorenne che è occupato o verrà occupato in attività lavorative non soggette all’obbligo della sorveglianza sanitaria.
Resta valido, invece, l’obbligo della visita medica preventiva e periodica per valutare l’idoneità al lavoro di tutti quei minorenni e apprendisti maggiorenni addetti a lavorazioni per le quali nella Valutazione dei Rischi (art. 28 del D.Lgs. 81/08) sono presenti dei rischi per la salute e per le quali esiste l’obbligo della sorveglianza sanitaria (art. 41 del D. Lgs. 81/08).
Infine, la Cassazione precisa che il reato di assunzione di fanciulli e adolescenti senza che siano stati sottoposti a visita sanitaria preventiva è di natura permanente dato il protrarsi nel tempo dell’antigiuridicità del fatto e data la possibilità del datore di lavoro di porle fine con l’adempimento dell’obbligo (Cass. pen., Sez. 3, n. 5900 del 7/09/1974, R., in CED Cass., n. 127894).
Resta inteso che il lavoro dei minori e degli apprendisti è tutelato da specifiche normative quali L. 977/67 (come modificata da D.Lgs 345/99 e 262/00) e L. 25/55.

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set 17

Cruscotto infortuni INAIL per datori di lavoro e soggetti delegati

cruscotto5Nell’ambito delle misure di semplificazione degli adempimenti a carico del datore di lavoro, con il decreto legislativo n. 151/2015 è stato abolito l’obbligo della tenuta del Registro infortuni nonché l’applicazione delle relative disposizioni sanzionatorie.

Con la Circolare n. 31 del 2 settembre 2016, l’INAIL ha introdotto la possibilità di consultare il CRUSCOTTO INFORTUNI da parte dei datori di lavoro, dei soggetti delegati e i loro intermediari (ovvero i soggetti abilitati ad operare in qualità o per conto dei datori di lavoro e alla trasmissione dei flussi informatici dei dati riguardanti il rapporto di lavoro dipendente – art.1 della legge n.12/1979).

Il CRUSCOTTO INFORTUNI è il nuovo applicativo adottato dall’Istituto al fine di migliorare l’efficacia dell’attività ispettiva da parte degli organismi di vigilanza.

Mediante tale applicativo è possibile consultare gli infortuni occorsi a partire dal 23 dicembre 2015 ai dipendenti prestatori d’opera e denunciati dal datore di lavoro all’Inail.

A seguito dell’aggiornamento del suddetto applicativo, i dati sono accessibili anche ai datori di lavoro (e soggetti delegati) e loro intermediari.
Si può consultare il CRUSCOTTO INFORTUNI tramite l’area “Servizi online” del sito istituzionale dell’Inail – al menu “Denuncia d’infortunio e malattia”.
Le credenziali di accesso sono quelle già in possesso, per trasmettere la denuncia di infortunio in modalità telematica.

Si possono consultare informazioni relativamente a:
– unità produttiva: datori di lavoro in gestione ordinaria e PA titolari di specifico rapporto assicurativo;
– struttura dell’amministrazione statale: datori di lavoro in gestione per conto dello Stato;
– località: settore Agricoltura.

Il servizio consente di visionare i soli dati infortunistici relativi alla propria azienda o alle ditte di cui gli intermediari hanno la delega.
Ulteriori informazioni sono disponibili nel manuale utente disponibile sul sito istituzionale dell’INAIL.

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