ott 22

Tabella riassuntiva dei corsi in materia di sicurezza sul lavoro

training102Il 7 luglio 2016 è stato approvato il nuovo accordo che disciplina i requisiti della formazione per responsabili ed addetti dei servizi di prevenzione e protezione, previsti dall’art. 32, comma 2, del D. Lgs. n. 81/2008. Il presente accordo, entrato in vigore il 3 Settembre 2016, sostituisce integralmente quello del 26 gennaio 2006.

Di seguito, una tabella riassuntiva dei corsi di Sicurezza sul Lavoro:

CORSO DURATA (ore) VALIDITA’ AGGIORNAMENTI (ORE)
DATORE DI LAVORO Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione – RSPP
RISCHIO BASSO 16 5 anni 6
RISCHIO MEDIO 32 10
RISCHIO ALTO 48 14
Responsabile/Addetto Servizio Prevenzione e Protezione – RSPP/ASPP
Modulo A – Base 28 5 anni
Modulo B comune a tutti i settori produttivi 48 5 anni
Mod. B – SP1 agricoltura -pesca 12 5 anni
Mod. B – SP2 cave -costruzioni 16 5 anni
Mod. B – SP3 sanità – residenziale 12 5 anni
Mod. B – SP4 chimica – petrolchimico 16 5 anni
Modulo C 24 5 anni
Aggiornamento ASPP almeno 20 ore nei 5 anni(prevista modalità e-learning secondo i criteri previsti da Allegato II dell’Accordo Stato Regioni del 7/7/16)
Aggiornamento RSPP almeno 40 ore nei 5 anni(prevista modalità e-learning secondo i criteri previsti da Allegato II dell’Accordo Stato Regioni del 7/7/16)
Formazione art. 37 D.lgs 81/08 (formazione /informazione)
Lavoratori Rischio Basso 8 5 anni 6
Lavoratori Rischio Medio 12 5 anni 6
Lavoratori Rischio Alto 16 5 anni 6
Preposto 8 5 anni 6
Dirigente 16 5 anni 6
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) 32 annuale 4 (<50dip.)8 (>50 dip.)
Coordinatore Sicurezza 120 5 anni 40
Addetti Antincendio
Rischio basso 4 3 anni 2
Rischio medio 8 3 anni 5
Rischio alto 16 3 anni 8
Primo Soccorso
Aziende Gruppo B e C 12 3 anni 4
Aziende Gruppo A 16 3 anni 6
Uso Macchie e attrezzature
Addetto PIMUS – ponteggi 28 4 anni 4
Addetto all’impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi in siti naturali o artificiali 32 5 anni 8
Addetto all’impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi per l’accesso e l’attività lavorativa su alberi 32 5 anni 8
Addetto ai lavori in quota 8 5 anni 4
Lavori elettrici sotto tensione (PES e PAV) 14 5 anni  aggiornamento non ancora vincolante
Piattaforme Di Lavoro Mobili Elevabili 8-12 5 anni 4
Gru A Torre 12 -16 5 anni 4
Gru Mobile 14-22 5 anni 4
Gru Per Autocarro 12 5 anni 4
Carrelli Elevatori Semoventi Con Conducente A Bordo 12-20 5 anni 4
Escavatori, pale caricatrici frontali, terne e autoribaltabili a cingoli 10 -34 5 anni 4
Carrelli Semoventi A Braccio Telescopico 12 5 anni 4
Carrelli Industriali Semoventi 12 5 anni 4
Carrelli/Sollevatori/Elevatori Semoventi Telescopici Rotativi 16 5 anni 4
Trattori Agricoli O Forestali 8 -13 5 anni 4
Escavatori Idraulici 10 5 anni 4
Escavatori A Fune 10 5 anni 4
Pale Caricatrici Frontali 10 5 anni 4
Terne 10 5 anni 4
Autoribaltabili A Cingoli 10 5 anni 4
Escavatori Idraulici, caricatori frontali e terne 16 5 anni 4
Pompe Per Calcestruzzo 14 5 anni 4
Attrezzature da lavoro generiche 8 Ogni macchina richiede una diversa certificazione
Preposto al montaggio, smontaggio, trasformazione ponteggi (PIMUS) 28 4 anni 4
HACCP – igiene Alim. Corso per addetti e Resp. a secondo leg. Regionale

 

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ott 08

Riduzione tasso INAIL – oscillazione del tasso per prevenzione

cutcostsL’art. 24 delle Modalità per l’applicazione delle Tariffe emanate con D.M. 12.12.2000, come modificato dal Decreto Ministeriale del 3 marzo 2015, prevede che l’INAIL può applicare una riduzione del tasso medio di tariffa alle aziende (in regola con la contribuzione obbligatoria e operative da almeno un biennio) che abbiano effettuato interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli previsti dalla normativa in materia (D.Lgs 81/08 e s.m.i.).

La riduzione del tasso medio di tariffa è determinata in relazione al numero dei lavoratori anno del periodo, calcolati per singola voce di tariffa. Per ottenere la riduzione, l’azienda deve presentare apposita istanza (Modello OT/24 – “Oscillazione per prevenzione”) fornendo tutti gli elementi, le notizie e le indicazioni definiti a tal fine dall’INAIL.

La riduzione prevista è la seguente:

NUMERO DIPENDENTI Fino a 10 Da 11 a 50 Da 51 a 200 Oltre 200
PERCENTUALE DI RIDUZIONE 28% 18% 10% 5%

La domanda relativa all’anno 2016 dovrà essere presentata entro e non oltre il 28 Febbraio 2017.
La documentazione relativa all’anno 2016 risulta maggiormente articolata rispetto agli anni precedenti: l’INAIL ha stabilito di suddividere il punteggio degli interventi per tipologia di settore produttivo con un conseguente incremento di verifiche sulla documentazione aziendale atta a dimostrare gli interventi previsti per la riduzione del tasso che devono essere effettuati entro e non oltre il 31 Dicembre 2016.

La domanda deve essere inoltrata esclusivamente in modalità telematica attraverso i Servizi online del portale INAIL.

Il fac-simile del modello di domanda è disponibile nella sezione Modulistica insieme alle relative Istruzioni per la compilazione.

L’Istituto individua per ogni intervento la documentazione che ritiene probante l’attuazione dell’intervento dichiarato. A pena di inammissibilità, la documentazione probante deve essere presentata unitamente alla domanda, entro il termine di scadenza della stessa.

L’INAIL, entro i 120 giorni successivi al ricevimento della domanda, comunica all’azienda il provvedimento adottato adeguatamente motivato.

Diventano sempre più restrittivi i criteri applicati dall’INAIL per concedere la riduzione del tasso medio di tariffa. Invariato è invece il punteggio che l’azienda deve ottenere per poter accedere alla riduzione.

Più articolati sono anche i documenti di supporto (che devono avere data dell’anno precedente) che l’azienda deve avere a disposizione in caso di controllo.

Nello specifico, per poter accedere alla riduzione del premio dovuto all’Inail è necessario avere i seguenti requisiti:

  • essere in possesso dei requisiti per il rilascio della regolarità contributiva ed assicurativa DURC – Documento Unico di Regolarità Contributiva;
  • essere in regola con le disposizioni obbligatorie in materia di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro;
  • aver effettuato, nell’anno precedente a quello in cui chiede la riduzione, interventi di miglioramento nel campo della prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro ulteriori a quelli richiesti dalla legge.

    Secondo le indicazioni del modello OT 24, ciascun intervento dà diritto a un punteggio; per poter accedere alla riduzione è necessario raggiungere un punteggio minimo di 100.

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ott 05

Approvazione definitiva dell’ISO 37001 sull’anticorruzione

anticorruptionLo standard ISO 37001 è stato definitivamente approvato dall’ISO Technical Committee ISO/PC 278 “Anti-Bribery Management Systems” divenendo l’unico vero standard internazionale per l’implementazione, la gestione ed il miglioramento continuo dei Sistemi di Gestione Anti-Corruzione.

La sua emissione ufficiale è confermata per il 15 Ottobre 2016.

Nello specifico, la nuova norma darà la possibilità di specificare una serie di misure per aiutare le organizzazioni a prevenire, individuare ed affrontare la corruzione. Queste comprendono l’adozione di una politica anti-corruzione, l’individuazione di una persona incaricata di sorvegliare la conformità anti-corruzione, l’organizzazione delle attività formative, la valutazione dei rischi e attività di due diligence su progetti e colleghi di lavoro, dei controlli finanziari e commerciali e l’istituzione di procedure di segnalazione e di indagine.

Le Amministrazioni Pubbliche e le Società Controllate potranno decidere di adottare lo standard ISO 37001 come strumento di gestione degli adempimenti previsti dal PNA (Piano Nazionale Anticorruzione), con le caratteristiche ISO dei sistemi di gestione e, quindi, anche integrabili con i sistemi di gestione Qualità, Sicurezza, Ambiente, con l’ulteriore supporto, ai fini della propria responsabilità per i Responsabili Anticorruzione, della verifica di terza parte di un Ente indipendente.

Lo standard ISO 37001 può essere utilizzato da qualsiasi organizzazione, grande o piccola, sia che si tratti del settore pubblico, privato o volontario, e in qualsiasi paese. È uno strumento flessibile, che può essere adattato in base alle dimensioni e alla natura dell’organizzazione e il rischio di corruzione (comprende, dunque, anche la corruzione tra privati e tramite intermediario).

La società deve effettuare una mappatura dei rischi di corruzione riferibili alla sua attività ed eseguire una valutazione in relazione al sistema di controllo interno esistente.

Dovrà dunque:
– adottare ed attuare una adeguata policy anticorruzione (la policy deve essere efficacemente diffusa all’interno della società e comunicata ai business associates – donazioni, omaggi liberalità similari e benefit vengono regolati all’interno della policy);
– istituire una funzione di compliance anticorruzione (anche esterna) che deve supervisionare il sistema, fornire pareri su suoi contenuti e sulla sua applicazione, riferire al vertice sui risultati, avere adeguate risorse ed essere competente ed indipendente;
– adottare regole disciplinari in relazione alle ipotesi di violazione del sistema, modalità di informazione e formazione sui contenuti;
– effettuare attività di due diligence in caso di assunzioni, trasferimenti o promozioni ed in caso di bonus ed incentivi;
– formare il personale riguardo la casistica corruttiva con riferimento ai c.d. key bribery indicators (Indicatori chiave di Corruzione);
– Implementare misure di controllo della gestione delle risorse finanziare, così come controlli sull’approvvigionamento, vendite e attività commerciali;
– disciplinare il whistleblowing, ossia lo strumento legale per informare tempestivamente eventuali tipologie di rischio: pericoli sul luogo di lavoro, frodi all’interno, ai danni o ad opera dell’organizzazione, danni ambientali, false comunicazioni sociali, negligenze mediche, illecite operazioni finanziarie, minacce alla salute, casi di corruzione o concussione e molti altri ancora, garantendo il riporto della segnalazione dell’illecito o della violazione alla funzione di compliance o altro soggetto idoneo, la riservatezza del segnalante e delle parti coinvolte.

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set 27

Certificazione sanitaria per minori

teen2A seguito della sentenza della Cassazione del 12 febbraio 2016, n. 5811 si stabilisce che l’inadempienza relativa agli obblighi di certificazione sanitaria per apprendisti e minori è reato.
La Cassazione sostiene che secondo quanto stabilito dall’art.42 del d.l. n. 69 del 21/06/2013 (“Decreto del fare”) tali obblighi restano in vigore e quindi le relative sanzioni penali sono applicabili.
Infatti tale articolo elimina l’obbligo di effettuare le visite mediche per l’idoneità lavorativa dei minorenni, limitatamente alle lavorazioni non a rischio e per l’apprendista maggiorenne che è occupato o verrà occupato in attività lavorative non soggette all’obbligo della sorveglianza sanitaria.
Resta valido, invece, l’obbligo della visita medica preventiva e periodica per valutare l’idoneità al lavoro di tutti quei minorenni e apprendisti maggiorenni addetti a lavorazioni per le quali nella Valutazione dei Rischi (art. 28 del D.Lgs. 81/08) sono presenti dei rischi per la salute e per le quali esiste l’obbligo della sorveglianza sanitaria (art. 41 del D. Lgs. 81/08).
Infine, la Cassazione precisa che il reato di assunzione di fanciulli e adolescenti senza che siano stati sottoposti a visita sanitaria preventiva è di natura permanente dato il protrarsi nel tempo dell’antigiuridicità del fatto e data la possibilità del datore di lavoro di porle fine con l’adempimento dell’obbligo (Cass. pen., Sez. 3, n. 5900 del 7/09/1974, R., in CED Cass., n. 127894).
Resta inteso che il lavoro dei minori e degli apprendisti è tutelato da specifiche normative quali L. 977/67 (come modificata da D.Lgs 345/99 e 262/00) e L. 25/55.

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set 17

Cruscotto infortuni INAIL per datori di lavoro e soggetti delegati

cruscotto5Nell’ambito delle misure di semplificazione degli adempimenti a carico del datore di lavoro, con il decreto legislativo n. 151/2015 è stato abolito l’obbligo della tenuta del Registro infortuni nonché l’applicazione delle relative disposizioni sanzionatorie.

Con la Circolare n. 31 del 2 settembre 2016, l’INAIL ha introdotto la possibilità di consultare il CRUSCOTTO INFORTUNI da parte dei datori di lavoro, dei soggetti delegati e i loro intermediari (ovvero i soggetti abilitati ad operare in qualità o per conto dei datori di lavoro e alla trasmissione dei flussi informatici dei dati riguardanti il rapporto di lavoro dipendente – art.1 della legge n.12/1979).

Il CRUSCOTTO INFORTUNI è il nuovo applicativo adottato dall’Istituto al fine di migliorare l’efficacia dell’attività ispettiva da parte degli organismi di vigilanza.

Mediante tale applicativo è possibile consultare gli infortuni occorsi a partire dal 23 dicembre 2015 ai dipendenti prestatori d’opera e denunciati dal datore di lavoro all’Inail.

A seguito dell’aggiornamento del suddetto applicativo, i dati sono accessibili anche ai datori di lavoro (e soggetti delegati) e loro intermediari.
Si può consultare il CRUSCOTTO INFORTUNI tramite l’area “Servizi online” del sito istituzionale dell’Inail – al menu “Denuncia d’infortunio e malattia”.
Le credenziali di accesso sono quelle già in possesso, per trasmettere la denuncia di infortunio in modalità telematica.

Si possono consultare informazioni relativamente a:
– unità produttiva: datori di lavoro in gestione ordinaria e PA titolari di specifico rapporto assicurativo;
– struttura dell’amministrazione statale: datori di lavoro in gestione per conto dello Stato;
– località: settore Agricoltura.

Il servizio consente di visionare i soli dati infortunistici relativi alla propria azienda o alle ditte di cui gli intermediari hanno la delega.
Ulteriori informazioni sono disponibili nel manuale utente disponibile sul sito istituzionale dell’INAIL.

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ago 31

D.Lgs. 159/2016: novità in materia di campi elettromagnetici (2°parte)

elettromagn1E’ stato pubblicato il Decreto Legislativo 1 agosto 2016 n° 159 inerente l’attuazione della Direttiva 2013/35/UE (XX Direttiva particolare sicurezza lavoro) che reca modifiche al Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 per quanto attiene il rischio EMC lavoro.

Di seguito le modifiche applicate agli articoli: 210, 211, 212 e l’allegato XXXVI.

l’Art.210 (Disposizioni miranti ad eliminare o ridurre i rischi) è sostituito dal seguente:
- A seguito della valutazione dei rischi, qualora risulti che i valori di azione di cui all’articolo 208 sono superati, il datore di lavoro, a meno che la valutazione effettuata a norma dell’articolo 209, comma 1, dimostri che i pertinenti valori limite di esposizione non sono superati e che possono essere esclusi rischi relativi alla sicurezza, elabora ed applica un programma d’azione che comprenda misure tecniche e organizzative intese a prevenire esposizioni superiori ai valori limite di esposizione relativi agli effetti sensoriali e ai valori limite di esposizione relativi agli effetti sanitari, tenendo conto in particolare:
a) di altri metodi di lavoro che implicano una minore esposizione ai campi elettromagnetici;
b) della scelta di attrezzature che emettano campi elettromagnetici di intensità inferiore, tenuto conto del lavoro da svolgere;
c) delle misure tecniche per ridurre l’emissione dei campi elettromagnetici, incluso se necessario l’uso di dispositivi di sicurezza, schermature o di analoghi meccanismi di protezione della salute; d) degli appropriati programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, dei luoghi e delle postazioni di lavoro;
e) della progettazione e della struttura dei luoghi e delle postazioni di lavoro;
f) della limitazione della durata e dell’intensità dell’esposizione;
g) della disponibilità di adeguati dispositivi di protezione individuale;
h) di misure appropriate al fine di limitare e controllare l’accesso, quali segnali, etichette, segnaletica al suolo e barriere;
i) in caso di esposizione a campi elettrici, delle misure e procedure volte a gestire le scariche elettriche e le correnti di contatto mediante mezzi tecnici e mediante la formazione dei lavoratori.
- Sulla base della valutazione dei rischi di cui all’articolo 209, il datore di lavoro elabora e applica un programma d’azione che comprenda misure tecniche e organizzative volte a prevenire qualsiasi rischio per lavoratori appartenenti a gruppi particolarmente sensibili al rischio e qualsiasi rischio dovuto a effetti indiretti di cui all’articolo 207.
– Il datore di lavoro, in conformità all’articolo 183, adatta le misure di cui al presente articolo alle esigenze dei lavoratori appartenenti a gruppi particolarmente sensibili al rischio e, se del caso, a valutazioni individuali dei rischi, in particolare nei confronti dei lavoratori che hanno dichiarato, anche a seguito delle informazioni ricevute ai sensi dell’articolo 210 -bis , di essere portatori di dispositivi medici impiantati attivi o passivi, o hanno dichiarato l’uso di dispositivi medici sul corpo o nei confronti delle lavoratrici in stato di gravidanza che hanno informato il datore di lavoro della loro condizione.
– Sulla base della valutazione dei rischi di cui all’articolo 209, i luoghi di lavoro in cui i lavoratori possono essere esposti a campi elettromagnetici che superano i VA sono indicati con un’apposita segnaletica conforme a quanto stabilito nel titolo V del presente decreto, recante le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro. Le aree in questione sono inoltre identifi cate e l’accesso alle stesse è limitato in maniera opportuna.
– Nei casi di cui all’articolo 208, commi 3 e 4, sono adottate misure di protezione specifi che, quali l’informazione e la formazione dei lavoratori a norma dell’articolo 210 -bis , l’uso di strumenti tecnici e la protezione individuale, da realizzarsi anche mediante la messa a terra degli oggetti di lavoro, il collegamento elettrico dei lavoratori con gli oggetti di lavoro nonché, se del caso e a norma degli articoli 75, 76 e 77, con l’impiego di scarpe e guanti isolanti e di indumenti protettivi.
– Nel caso di cui all’articolo 208, comma 5, sono adottate misure di protezione specifi che, quali il controllo dei movimenti.
– I lavoratori non devono essere esposti a valori superiori ai VLE relativi agli effetti sanitari e ai VLE relativi agli effetti sensoriali a meno che non sussistano le condizioni di cui all’articolo 212, e all’articolo 208, commi 3, 4 e 5. Qualora, nonostante i provvedimenti presi dal datore di lavoro in applicazione del presente capo, i VLE relativi agli effetti sanitari o i VLE relativi agli effetti sensoriali sono superati, il datore di lavoro adotta misure immediate per riportare l’esposizione al di sotto dei VLE. Il datore di lavoro individua e registra le cause del superamento dei VLE relativi agli effetti sanitari e dei VLE relativi agli effetti sensoriali e modifica di conseguenza le misure di protezione e prevenzione per evitare un nuovo superamento. Le misure di protezione e prevenzione modifi cate sono conservate con le modalità di cui all’articolo 53.
– Nei casi di cui all’articolo 208, commi 3, 4 e 5, nonché nell’ipotesi in cui il lavoratore riferisce la comparsa di sintomi transitori, il datore di lavoro aggiorna, se necessario, la valutazione dei rischi e le misure di prevenzione. Ai fini del presente comma, i sintomi transitori possono comprendere:
a) percezioni ed effetti sensoriali nel funzionamento del sistema nervoso centrale, nella testa, indotti da campi magnetici variabili nel tempo;
b) effetti indotti da campi magnetici statici, quali vertigini e nausea.»;

Dopo l’articolo 210 è inserito il seguente Art.210- bis (Informazione e formazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza):
- Ai sensi di quanto previsto all’articolo 184, comma 1, lettera b) , il datore di lavoro garantisce, inoltre, che i lavoratori che potrebbero essere esposti ai rischi derivanti dai campi elettromagnetici sul luogo di lavoro e i loro rappresentanti ricevano le informazioni e la formazione necessarie in relazione al risultato della valutazione dei rischi con particolare riguardo:
a) agli eventuali effetti indiretti dell’esposizione;
b) alla possibilità di sensazioni e sintomi transitori dovuti a effetti sul sistema nervoso centrale o periferico;
c) alla possibilità di rischi specifici nei confronti di lavoratori appartenenti a gruppi particolarmente sensibili al rischio, quali i soggetti portatori di dispositivi medici o di protesi metalliche e le lavoratrici in stato di gravidanza.»;

L’art. 211 (Sorveglianza sanitaria) è sostituito dal seguente:
- La sorveglianza sanitaria viene effettuata periodicamente, di norma una volta l’anno o con periodicità inferiore decisa dal medico competente con particolare riguardo ai lavoratori particolarmente sensibili al rischio di cui all’articolo 183, tenuto conto dei risultati della valutazione dei rischi trasmessi dal datore di lavoro. L’organo di vigilanza, con provvedimento motivato, può disporre contenuti e   periodicità diversi da quelli forniti dal medico competente.
- Nel caso in cui un lavoratore segnali effetti indesiderati o inattesi sulla salute, ivi compresi effetti sensoriali, il datore di lavoro garantisce, in conformità all’articolo 41, che siano forniti al lavoratore o ai lavoratori interessati un controllo medico e, se necessario, una sorveglianza sanitaria appropriati. Il controllo di cui al presente comma e’ garantito anche nei casi in cui sia stata rilevata un’esposizione superiore ai VLE per gli effetti sensoriali oppure un’esposizione superiore ai VLE per gli effetti sanitari.
- I controlli e la sorveglianza di cui al presente articolo sono effettuati, a cura e spese del datore di lavoro, in orario scelto da lavoratore.»;

L’art. 212 (Deroghe) è sostituito dal seguente:
- Il ministero del lavoro e delle politiche sociali, , di concerto con il Ministero della salute, può autorizzare, su richiesta del datore di lavoro e in presenza di specifiche circostanze documentate e soltanto per il periodo in cui rimangono tali, deroghe al rispetto dei VLE di cui all’articolo 208, comma 1, secondo criteri e modalità da definirsi con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute, da adottarsi entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Il datore di lavoro informa il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza della richiesta di deroga.
– L’autorizzazione delle deroghe di cui al comma 1 è subordinata al rispetto delle seguenti condizioni:
dalla valutazione del rischio effettuata conformemente all’articolo 209 risulti dimostrato che i VLE sono superati;
tenuto conto dello stato dell’arte, risultano applicate tutte le misure tecnico-organizzative;
le circostanze giustificano debitamente il superamento dei VLE;
si e’ tenuto conto delle caratteristiche del luogo di lavoro,delle attrezzature di lavoro e delle pratiche di lavoro;
il datore di lavoro dimostra che i lavoratori sono sempre protetti contro gli effetti nocivi per la salute e i rischi per la sicurezza, avvalendosi in particolare di norme e   orientamenti comparabili, piu’ specifici e riconosciuti a livello internazionale;
nel caso di installazione, controllo, uso, sviluppo   e manutenzione degli apparati di Risonanza magnetica (RM) per i pazienti nel settore sanitario o della ricerca correlata, il datore di lavoro dimostra che i lavoratori sono sempre protetti dagli effetti nocivi per la salute e dai rischi per la sicurezza,assicurando in particolare che siano seguite le istruzioni per l’uso in condizioni di sicurezza fornite dal fabbricante ai sensi del decreto legislativo 24 febbraio 1997,   n. 46, e successive modificazioni, concernente “Attuazione della direttiva 93/42/CEE, concernente i dispositivi medici.”;

L’art. 219 (Deroghe) è sostituito dal seguente:
1)   al comma 1, lettera a), le parole: “209, commi 1 e 5″ sono sostituite dalle seguenti: “209, commi 1 e 6″;
2) al comma 1, lettera b), le parole: “e 209, commi 2 e 4.”sono sostituite dalle seguenti: “e 209, comma 5.”;
3) al comma 2, lettera a), le parole: “, 210, comma 1,” sono sostituite dalle seguenti: “, 210, commi 1 e 2,”;
4) al comma 2, lettera b), le parole: “, 210, commi 2 e 3,”sono sostituite dalle seguenti: “, 210, commi da 3 a 8.”;

Infine l’allegato XXXVI è sostituito dall’allegato al presente decreto.

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ago 31

D.Lgs. 159/2016: novità in materia di campi elettromagnetici (1°parte)

elettormagn4È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo del 1 Agosto 2016, n. 159, attuazione della Direttiva 2013/35/UE che reca modifiche sulle disposizione minime di sicurezza e salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) che abroga la Direttiva 2004/40/CE.

Tale decreto, che entrerà in vigore a partire dal 2 Settembre 2016, modifica il CAPO IV (Campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici con frequenze da 0Hz a 300 GHz) del Titolo VIII “Adenti fisici” del D.Lgs. n.81/2008 (il c.d. Testo Unico sulla sicurezza e salute dei lavoratori) dall’art.206 all’art.212 e il relativo allegato XXXVI.

Di seguito le modifiche applicate agli articoli 206, 207, 209.

Modifiche al D.Lgs. 81/2008

l’Art.206 (campo di applicazione) è sostituito dal seguente:
- Il presente capo determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz) , come definiti dall’articolo 207, durante il lavoro. Le disposizioni riguardano la protezione dai rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori dovuti agli effetti biofisici diretti e agli effetti indiretti noti provocati dai campi elettromagnetici.
- I Valori limite di esposizione (VLE) stabiliti nel presente capo riguardano soltanto le relazioni scientificamente accertate tra effetti biofisici diretti a breve termine ed esposizione ai campi elettromagnetici.
- Il presente capo non riguarda la protezione da eventuali effetti a lungo termine e i rischi risultanti dal contatto con i conduttori in tensione.
- Per il personale che lavora presso impianti militari operativi o che partecipa ad attività militari, ivi comprese esercitazioni militari internazionali congiunte, in applicazione degli articoli 3, comma 2, e 13, comma 1 -bis, ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 182 e 210 del presente decreto, il sistema di protezione equivalente di cui all’articolo 10, paragrafo 1, lettera b) , della direttiva 2013/35/UE è costituito dalle particolari norme di tutela tecnico-militare per la sicurezza e la salute del personale, di cui agli articoli 245 e 253 del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, nel rispetto dei criteri ivi previsti.»;

L ’Art.207 (definizioni) è sostituito dal seguente:
- Ai fini del presente capo si intendono per:
“campi elettromagnetici”: campi elettrici statici, campi magnetici statici e campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici variabili nel tempo con frequenze sino a 300 GHz;
“effetti biofisici diretti”: effetti provocati direttamente nel corpo umano a causa della sua presenza all’interno di un campo elettromagnetico, che comprendono:
1) effetti termici, quali il riscaldamento dei tessuti a causa dell’assorbimento di energia dai campi elettromagnetici nei tessuti medesimi;
2) effetti non termici, quali la stimolazione di muscoli, nervi e organi sensoriali. Tali effetti possono essere di detrimento per la salute mentale e fisica dei lavoratori esposti. Inoltre, la stimolazione degli organi sensoriali può comportare sintomi transitori quali vertigini e fosfeni.
Inoltre, tali effetti possono generare disturbi temporanei e infl uenzare le capacità cognitive o altre funzioni cerebrali o muscolari e possono, pertanto, influire negativamente sulla capacità di un lavoratore di operare in modo sicuro;
3) correnti negli arti;
“effetti indiretti”: effetti provocati dalla presenza di un oggetto in un campo elettromagnetico, che potrebbe essere causa di un pericolo per la salute e sicurezza, quali:
1) interferenza con attrezzature e dispositivi medici elettronici, compresi stimolatori cardiaci e altri impianti o dispositivi medici portati sul corpo;
2) rischio propulsivo di oggetti ferromagnetici all’interno di campi magnetici statici;
3) innesco di dispositivi elettro-esplosivi (detonatori);
4) incendi ed esplosioni dovuti all’accensione di materiali infiammabili a causa di scintille prodotte da campi indotti, correnti di contatto o scariche elettriche;
5) correnti di contatto;
“Valori limite di esposizione (VLE)”: valori stabiliti sulla base di considerazioni biofisiche e biologiche, in particolare sulla base degli effetti diretti acuti e a breve termine scientificamente accertati, ossia gli effetti termici e la stimolazione elettrica dei tessuti;
VLE relativi agli effetti sanitari”: VLE al di sopra dei quali i lavoratori potrebbero essere soggetti a effetti nocivi per la salute, quali il riscaldamento termico o la stimolazione del tessuto nervoso o muscolare;
“VLE relativi agli effetti sensoriali”: VLE al di sopra dei quali i lavoratori potrebbero essere soggetti a disturbi transitori delle percezioni sensoriali e a modifiche minori nelle funzioni cerebrali;
“valori di azione (VA)”: livelli operativi stabiliti per semplificare il processo di dimostrazione della conformità ai pertinenti VLE e, ove appropriato, per prendere le opportune misure di protezione o prevenzione specificate nel presente capo. Nell’allegato XXXVI, parte II:
1) per i campi elettrici, per “VA inferiori” e “VA superiori” s’intendono i livelli connessi alle specifiche misure di protezione o prevenzione stabilite nel presente capo;
2) per i campi magnetici, per “VA inferiori” s’intendono i valori connessi ai VLE relativi agli effetti sensoriali e per “VA superiori” i valori connessi ai VLE relativi agli effetti sanitari.»;

l’Art.209 (Identificazione dell’esposizione e valutazione dei rischi) è sostituito dal seguente:
Nell’ambito della valutazione dei rischi di cui all’articolo 181, il datore di lavoro valuta tutti i rischi per i lavoratori derivanti da campi elettromagnetici sul luogo di lavoro e, quando necessario, misura o calcola i livelli dei campi elettromagnetici ai quali sono esposti i lavoratori. La valutazione, la misurazione e il calcolo devono essere effettuati tenendo anche conto delle guide pratiche della Commissione europea, delle pertinenti norme tecniche europee e del Comitato elettrotecnico italiano (CEI), delle specifi che buone prassi individuate o emanate dalla Commissione consultiva permanente di cui all’articolo 6 del presente decreto, e delle informazioni reperibili presso banche dati dell’INAIL o delle regioni. La valutazione, la misurazione e il calcolo devono essere effettuati, inoltre, tenendo anche conto delle informazioni sull’uso e sulla sicurezza rilasciate dai fabbricanti o dai distributori delle attrezzature, ovvero dei livelli di emissione indicati in conformità alla legislazione europea, ove applicabili alle condizioni di esposizione sul luogo di lavoro o sul luogo di installazione.
Qualora non sia possibile stabilire con certezza il rispetto dei VLE sulla base di informazioni facilmente accessibili, la valutazione dell’esposizione è effettuata sulla base di misurazioni o calcoli. In tal caso si deve tenere conto delle incertezze riguardanti la misurazione o il calcolo, quali errori numerici, modellizzazione delle sorgenti, geometria del modello anatomico e proprietà elettriche dei tessuti e dei materiali, determinate secondo la buona prassi metrologica.
La valutazione, la misurazione e il calcolo di cui al comma 1, non devono necessariamente essere effettuati in luoghi di lavoro accessibili al pubblico, ove si sia già proceduto ad una valutazione conformemente alle disposizioni relative alla limitazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz e risultino rispettate per i lavoratori le restrizioni previste dalla raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio, del 12 luglio 1999, e siano esclusi rischi relativi alla sicurezza.
La valutazione, la misurazione e il calcolo di cui al comma 1, non devono necessariamente essere effettuati ove siano utilizzate dai lavoratori, conformemente alla loro destinazione d’uso, attrezzature destinate al pubblico, conformi a norme di prodotto dell’Unione europea che stabiliscano livelli di sicurezza più rigorosi rispetto a quelli previsti dal presente capo, e non sia utilizzata nessun’altra attrezzatura.
Nell’ambito della valutazione del rischio di cui all’articolo 181, il datore di lavoro presta particolare attenzione ai seguenti elementi:
a) la frequenza, il livello, la durata e il tipo di esposizione, inclusa la distribuzione sul corpo del lavoratore e sul volume del luogo di lavoro;
b) i valori limite di esposizione e i valori di azione di cui all’articolo 208;
c) effetti biofi sici diretti;
d) tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio; eventuali effetti sulla salute e la sicurezza dei lavoratori esposti a rischi particolari, con particolare riferimento a soggetti portatori di dispositivi medici impiantati, attivi o passivi, o dispositivi medici portati sul corpo e le lavoratrici in stato di gravidanza;
e) qualsiasi effetto indiretto di cui all’articolo 207, comma 1, lettera c);
f) l’esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici;
g) la disponibilità di azioni di risanamento volte a minimizzare i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici;
h) informazioni adeguate raccolte nel corso della sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 211;
i) informazioni fornite dal fabbricante delle attrezzature;
l) altre informazioni pertinenti relative a salute e sicurezza;
m) sorgenti multiple di esposizione;
n) esposizione simultanea a campi di frequenze diverse.
Il datore di lavoro precisa, nel documento di valutazione del rischio di cui all’articolo 28, le misure adottate, previste dall’articolo 210.

Fatti salvi gli articoli 50, 184, 210 e 210 -bis del presente decreto, il datore di lavoro privato può consentire l’accesso al documento di valutazione di cui al comma 1 in tutti i casi in cui vi sia interesse e in conformità alle disposizioni vigenti e lo può negare qualora tale accesso pregiudichi la tutela dei propri interessi commerciali, compresi quelli relativi alla proprietà intellettuale e in conformità alle disposizioni vigenti. Per i documenti di valutazione dei rischi elaborati o detenuti da pubbliche amministrazioni, si applica la disciplina del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. Qualora la valutazione contenga i dati personali dei lavoratori, l’accesso avviene nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.»;

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lug 28

Defibrillatore: slitta (nuovamente) al 30 novembre 2016 l’obbligo per le società sportive dilettantistiche

ICON_cpr-grey-300x300Il Ministero della salute ha deciso di prorogare dal 20 luglio al 30 novembre 2016 i termini dell’obbligo di defibrillatori per le associazioni sportive dilettantistiche contenuto nel Decreto del 24 aprile 2013.

Tale proroga, la seconda, si è resa necessaria perché «non sono state ancora completate, su tutto il territorio nazionale, le attività di formazione degli operatori del settore sportivo dilettantistico circa il corretto utilizzo dei defibrillatori semiautomatici»

Secondo quindi il decreto, a partire del 01/12/2016, le società sportive dilettantistiche dovranno sempre garantire la disponibilità di un defibrillatore durante gare e allenamenti nonché la presenza di una persona autorizzata e formata al suo utilizzo.

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lug 17

La nuova formazione RSPP e ASPP

201005ReportsAnimalsIn data 7 luglio 2016 è stato approvato il nuovo accordo Stato Regioni che disciplina i requisiti della formazione per responsabili ed addetti al servizio di prevenzione e protezione, previsti dall’art. 32, comma 2 del D. Lgs 81/08. E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 agosto 2016 ed è in vigore dal 3 settembre 2016. Il presente accordo va a sostituire integralmente quello del 26 gennaio 2006.

Le modifiche sostanziali introdotte da tale accordo riguardano principalmente l’articolazione degli argomenti formativi dei MODULI A,B , C.

MODULO A
Corso di 28 ore che costituisce il corso di base per la funzione dell’RSPP e di ASPP. E’ propedeutico per l’accesso agli altri moduli ed è consentito l’utilizzo in modalità e-learning.

MODULO B
Corso correlato alla natura dei rischi presenti sui luoghi di lavoro e alle attività lavorative. Deve essere orientato alla risoluzione dei problemi, all’analisi e alla valutazione dei rischi, alla pianificazione di idonei interventi di prevenzione delle attività dei rispettivi livelli di rischio.
Il nuovo accordo prevede un corso comune a tutti i settori produttivi della durata di 48 ore che di fatto va ad abolire i moduli B1, B2, B3, B4, B5, B6, B7, B8 , B9 del vecchio accordo stato regioni.
Tale modulo è propedeutico ai moduli di specializzazione chiamati:
– MODULO B-SP1: agricoltura- pesca della durata di 12 ore
– MODULO B-SP2: cave- costruzioni della durata di 16 ore
– MODULO B- SP3: sanità- assistenza sociale della durata di 12 ore
– MODULO B-SP4: chimico- petrolchimico della durata di 16 ore.

MODULO C
Corso di 24 ore di abilitazione alla funzione di RSPP.

Va subito chiarito che la formazione pregressa, per coloro che hanno già svolto i percorsi previsti dall’accordo del 26 gennaio 2006 e che non cambiano settore produttivo, verrà riconosciuta e non dovrà essere integrata, ma dovrà essere aggiornata periodicamente e trattare evoluzioni, innovazioni, applicazioni pratiche e approfondimenti collegate ai rischi specifici del settore di appartenenza.

AGGIORNAMENTO
Anche su questo punto sono state fatte delle modifiche sostanziali, soprattutto in relazione al monte ore. Le ore di aggiornamento, previste dal nuovo accordo, aboliscono la suddivisione delle ore sulla base delle diverse classi di attività e risulteranno essere:
– 40 ore nel quinquennio per gli RSPP
– 20 ore nel quinquennio per gli ASPP

Importante novità è costituita dal fatto che il 50% delle ore di aggiornamento può essere eseguito anche attraverso la partecipazione a convegni e seminari, i cui contenuti devono essere coerenti con le tematiche previste dall’Accordo.

DECORRENZA DELL’AGGIORNAMENTO
L’aggiornamento ha decorrenza quinquennale a partire dalla conclusione del Modulo B comune. Per i soggetti esonerati, ai sensi dell’art. 32, comma 5, d.lgs. n. 81/2008 e punto 1, allegato A, del presente accordo, l’obbligo di aggiornamento quinquennale decorre:
– dalla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 81/2008 e cioè dal 15 maggio 2008;
– dalla data di conseguimento della laurea, se avvenuta dopo il 15 maggio 2008.

Qualora i RSPP e ASPP non completino l’aggiornamento entro il quinquennio non possono esercitare le loro funzioni. Dovranno completare l’aggiornamento per il monte ore richiesto e, al raggiungimento, potranno tornare ad esercitare la funzione sospesa. Il quinquennio successivo decorre, naturalmente, dalla scadenza precedente.

I RSPP e ASPP potranno completare l’aggiornamento del quinquennio precedente utilizzando le regole previste dall’Accordo. Ad esempio per tutti coloro il cui quinquennio scadeva nel 2011 l’aggiornamento potrà essere rispettivamente di 40 o 20 ore complessive. (viene abolito l’aggiornamento di 40, 60, 100 e 28 ore).

ATTESTAZIONI
L’accordo prevede che nell’attestato siano riportati:
– Denominazione del soggetto formatore
– Dati anagrafici del partecipante del corso
– Specifica della tipologia di corso seguito con indicazione del corso frequentato e indicazione della durata
– Periodo di svolgimento del corso firma del soggetto formatore

Viene, inoltre previsto che il Fascicolo del corso deve essere conservato per almeno 10 anni presso la sede del soggetto formatore, contenente: dati anagrafici partecipanti, registro del corso, elenco partecipanti con firme, nominativo e firma del docente, contenuti, ore di inizio e fine e documentazione relativa all’apprendimento.

TITOLO DI STUDI ED ESONERI
L’Accordo infine è andato a rivedere le classi di laurea, il cui possesso esonera dalla frequenza dei corsi di formazione (moduli A e B) andando a individuare ulteriori titoli di studio validi, per un totale di 43 classi di laurea.
Inoltre ha stabilito che il possesso di una certificazione universitaria attestante il superamento di uno o più esami relativi ad uno o più insegnamenti specifici del corso di laurea nel cui programma sono presenti i contenuti previsti nel presente accordo o l’attestato di partecipazione ad un corso di specializzazione, master o altro i cui contenuti e modalità di svolgimento siano conformi ai contenuti del presente Accordo costituisce titolo di esonero dalla frequenza dei corsi di formazione previsti (A,B e C).

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lug 17

Il nuovo accordo sulla formazione

formazione12È stato approvato giovedì 7 Luglio in sede di Conferenza Stato-Regioni il nuovo accordo per la formazione dei RSPP/ASPP. Accordo che non revisiona solo l’Accordo del 26 gennaio 2006, ma che interviene anche su alcuni elementi relativi la formazione dei diversi soggetti della sicurezza. L’accordo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 agosto 2016 ed è in vigore dal 3 settembre 2016.

Le modifiche non riguardano quindi solo il nuovo percorso formativo per RSPP e ASPP, ma anche indicazioni relative a:

– Requisiti dei docenti nei corsi di formazione: 
che precisa che i docenti devono essere in possesso dei requisiti previsti dal decreto interministeriale 6 marzo 2013, (qualificazione dei docenti)

– Individuazione dei soggetti formatori: 
Regioni e Provincie autonome, Enti accreditati dalle Regioni, Università, ecc.

– Condizioni particolari per la formazione del datore di lavoro che svolga i compiti del servizio di prevenzione e protezione: 
Il datore di lavoro, in possesso dei requisiti per lo svolgimento diretto dei compiti di RSPP, può svolgere , esclusivamente nei riguardi dei propri lavoratori, la formazione di cui all’accordo del 21 dicembre 2011 (per lavoratori, dirigenti e preposti), anche se non in possesso del requisito relativo alla capacità didattica di cui al D.M. 6 marzo 2013. Il datore di lavoro la cui attività risulti inserita nei macrosettori Ateco a rischio medio/alto, può svolgere il corso di formazione per datore di lavoro che svolge i compiti del servizio di prevenzione e protezione relativo al livello di rischio basso, se tutti i lavoratori svolgono esclusivamente attività appartenenti ad un livello di rischio basso; se tale condizione viene successivamente meno, il datore di lavoro è tenuto ad integrare la propria formazione, Analogamente, un datore di lavoro, la cui attività risulta inserita nei settori di attività a rischio basso, deve partecipare o integrare la formazione per datore di lavoro, che svolga i compiti del servizio di prevenzione e protezione relativo al livello di rischio medio o alto, se ha al suo interno lavoratori che svolgono attività appartenenti ad un livello di rischio medio o alto.

- Riconoscimento della formazione del medico competente
Che precisa che Il medico competente, in qualità di dipendente, è esonerato dalla partecipazione ai corsi di formazione previsti dall’art. 37, comma 1, del d.lgs. n. 81/2008 sia perché soggetto ad una formazione continua ai sensi dell’art. 38, comma 3, del d.lgs. n. 81/2008 sia perché collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 25 del d.lgs. n. 81/2008.

- Riconoscimento della formazione dei pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio
Vengono esonerati dalla frequenza ai corsi di formazione coloro che, se non più in servizio, dimostrano di aver svolto attività tecnica in materia di salute e sicurezza, per almeno cinque anni, in qualità di pubblici ufficiali o di incaricati di pubblico servizio

- Formazione dei lavoratori somministrati
Viene effettuata a carico del somministratore che informa i lavoratori sui rischi per la sicurezza e la salute connessi alle attività produttive e li forma e addestra all’uso delle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa per la quale essi vengono assunti. Il contratto di somministrazione può prevedere che tale obbligo sia adempiuto dall’utilizzatore.

- Possibilità dell’uso dell’e-learning per la formazione specifica rischio basso
Viene effettuata anche per i lavoratori, che a prescindere dal settore di appartenenza, non svolgono mansioni che li espongano anche saltuariamente a reparti produttivi.

- Organizzazione dei corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro
Il soggetto formatore deve indicare:
* il responsabile del percorso formativo
* nominativi docenti
* numero massimo di partecipanti (35 unità)
* tenere il registro di presenza dei partecipanti
* verificare il 90% della frequenza.

L’accordo prevede che ai corsi dei Modulo A,B e C possano partecipare un numero massimo di 35 unità (mentre nel precedente Accordo era massimo 30) e viene anche definito lo stesso numero per i corsi di aggiornamento.

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